Torrente Gravina, fra indifferenza e senso civico. Una storia infinita.

MATERA – Quelle del video riportato nella pagina sono le immagini del torrente Gravina, ripreso solo qualche giorno fa (il 9 gennaio) , dalle nostre telecamere, quando la condizione del corso d’acqua appariva finanche più critica del solito. Uno spettacolo indegno, sgradevole da guardare, con i vortici schiumosi,  disseminati lungo tutto il percorso. e gli odori, facilmente e sfotunatamente percepibili. Il torrente, come è noto, fa parte intregrante della struttura paesistica della città, caratterizzandone praticamente tutti gli affacci che dai Sassi si protendono verso la murgia. Si chiama semplicemente degrado ambientale e si traduce, tagicamente, in una grave forma di imbruttimento del territorio. Se ne fa un gran discorrere, da tanto, troppo tempo, come sottolineava solo due giorni fa il vice presidente di Legambiente Basilicata, Pio Acito, che ci ha accompagnato nel sopralluogo. Eppure gli strumenti per intervenire (leggi fitodepurazione) ci sono, sottolineava Acito: sono semplici da adottare e soprattutto sono a basso costo. Sulla delicata questione è intervenuto, nei giorni scorsi, anche il consigliere comunale del PdL, Adriano Pedicini. Con una denuncia, presso glu uffici della Digos della questura di Matera. Non si può assistere passivamente alla morte ambientale di questa città, fa sapere l’esponente politico. Ho chiesto di costituirmi parte civile, scrive Pedicini, perché ritengo di essere danneggiato come singolo individuo, nella lesione di un diritto personale a godere di un ambiente vivibile.