Questione rifiuti, Consiglio comunale straordinario a Tricarico

La discarica di Tricarico

TRICARICO (Matera) – Tra la Regione Basilicata ed i Comuni lucani c’è un problema di comunicazione. Ormai è acclarato, e la questione rifiuti è il segnale evidente di questa mancanza di dialogo. L’ordinanza del 28 maggio scorso, con cui il presidente Vito De Filippo ha sparigliato nelle varie discariche del territorio il surplus di rifiuti prodotti nel Potentino, ha assunto i connotati di un contestatissimo atto d’imperio. Le proteste sono partite da Matera, contro il conferimento di rifiuti extra-comunali nella discarica di La Martella, e poi si sono spostate a Tricarico, dove dalla sera alla mattina, senza preavviso per gli amministratori, si è deciso di far confluire questi quantitativi di immondizia, in aggiunta a quelli che la locale discarica di contrada Foresta già accoglie secondo la fatidica ordinanza presidenziale. Ma il sindaco Raffaello Marsilio, a nome dell’intera comunità tricaricese è stato chiaro sin da subito: “siamo solidali ma non vogliamo essere danneggiati”, il che significa che a Tricarico i rifiuti respinti a Matera non devono arrivare. Il Consiglio comunale, ieri riunitosi straordinariamente sulla questione, la pensa allo stesso modo: Tricarico accetterà soltanto i rifiuti potentini previsti dall’ordinanza fino al 30 novembre, data prevista dal documento, e se fino ad allora non sarà avviato un tavolo di concertazione tra Regione e Comuni toccati dal provvedimento, le porte della discarica non si apriranno più, con la riserva che ad un nuovo, eventuale, atto di prepotenza amministrativa, la cittadinanza si opporrà con la protesta. Alla seduta consiliare a Tricarico, ieri, ha preso parte anche il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. Ringraziando per la solidarietà comunque mostrata nei confronti di un problema che riguarda trenta comuni potentini, Santarsiero ha auspicato che la Regione, oltre che per la concertazione, lavori anche per la pianificazione dello smaltimento dei rifiuti, che eviterebbe il continuo ricorso ad ordinanze, e per la tariffa unica di conferimento, che invece risolverebbe il problema del “dove” conferire poiché i costi sarebbero omogenei ovunque. Il rischio a cui non vogliono andare incontro i Tricaricesi, ad esempio, è proprio legata a quest’ultimo punto: la discarica non è comunale ma comprensoriale e gestita da privati; il Comune ha concesso il suolo per il sito in cambio dello smaltimento dei propri rifiuti a costo zero. L’aumento dei volumi di spazzatura smaltiti al suo interno, pertanto, potrebbe costringere Tricarico a trasportare i propri altrove e con costi ingenti da sopportare, come già accaduto in passato.