Falcone e Borsellino, simboli di democrazia
MATERA – Il garantismo è una pietra miliare dello Stato Democratico ma non può diventare sinonimo di impunità. Un eccesso di garantismo rischia infatti di nuocere proprio alle persone perbene. Lo ha ribadito ieri a Matera il segretario regionale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, Lorenzo Creanza, nel corso dell’incontro, che si è tenuto presso la Mediateca Provinciale, dedicato alle figure di Giovanni Falcole e Paolo Borsellino. E riferendosi ai problemi legati all’immigrazione, l’accoglienza, ha detto Creanza, non va confusa con la sudditanza e quindi con l’integralismo della tolleranza. Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte fra gli altri, Giuseppe Attimonelli, presidente del tribunale di Matera, e Carmelo Gugliotta, Questore di Matera, Giuseppe Tiani, segretario nazionale SIAP, ha quindi spiegato cosa rimane oggi dell’esperienza di Falcone e Borsellino, che tracciarono profondamente, sul finire degli anni ottanta, l’azione di lotta alla malavita organizzata. La difesa della legalità, è stato inoltre ribadito, passa attraverso strategie e strumenti che non devono essere indeboliti. Ferma restando, quindi, la necessità di salvaguardare privacy e riservatezza, le intercettazioni rimangono indispensabili alle attività investigative. Oggi la mafia ha rinunciato alle azioni eclatanti, concentrandosi sugli appalti e su una significativa partecipazione alla vita pubblica. Le stragi di Capaci e via D’Amelio si inserirono quindi, probabilmente, in un momento particolare della storia del Paese, col crollo della Prima Repubblica e all’alba di una nuova stagione politica.

