
Al Tavolo presieduto dall’assessore Cupparo annunciata l’assunzione imminente di cinque lavoratori da parte di Comes; al via la consultazione per il restante contingente (continua la lettura)

L'assessore lucano sullo stabilimento di Tito (continua la lettura)

L'Accordo Base prevede la realizzazione di un Piano di reindustrializzazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali del sito produttivo inattivo “Ex Firema" di Tito (Pz) (continua la lettura)

L'assessore alle Politiche di Sviluppo: "pronti a emanare un bando per la reindustrializzazione del sito" (continua la lettura)

Dinanzi lo stabilimento di Tito (PZ), assemblea dei 35 lavoratori TFA, ex Firema, a rischio smobilitazione in Campania. Intervenuto anche il senatore lucano Pepe, emerso l'interessamento per l'acquisizione da una cordata del settore ferroviario. (continua la lettura)

Sit-in e sciopero con i sindacati per i 58 lavoratori ex Firema TFA di Tito, a rischio trasferimento nello stabilimento a Caserta. A supporto 12 sindaci che gravitano intorno al polo che produce motori ferroviari a Tito. (continua la lettura)

La vertenza riguarda i lavoratori ex Firema, di Tito. Nonostante abbiano maturato il diritto alla pensione, in quanto esposti all'amianto, sono costretti a continuare a lavorare subendo anche gli ammortizzatori sociali. Le parti - è emerso - saranno riconvocate, mentre il (continua la lettura)

Motivo dell’incontro con l’assessore alle attività produttive, Francesco Cupparo, avere notizie sulle sorti dell’azienda di Tito Scalo che rischia ulteriori licenziamenti a seguito del nuovo piano economico di Trenitalia. (continua la lettura)

Nelle scorse ore, tavolo sindacale al Ministero dello Sviluppo Economico che ha evidenziato le “ombre ancora da chiarire – hanno dichiarato in una nota le sigle Fim, Fiom e Uilm - relativamente al piano industriale che non è stato ancora (continua la lettura)

Incertezza occupazionale allo stabilimento ex Firema di Tito (Pz). Dopo l'incontro infruttuoso in Prefettura a Potenza, i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno chiesto una convocazione urgente al Ministero dello Sviluppo Economico. (continua la lettura)