Xylella, non si ferma il contagio: 2 ulivi abbattuti a Fasano

Non si ferma il contagio della Xylella. Abbattuti a Fasano 2 ulivi risultati infetti. Un espianto tempestivo a poco più di 1 settimana dal risultato delle analisi che hanno conclamato la malattia. A denunciare l’ennesima tragedia nelle campagne pugliesi è Coldiretti Puglia che evidenzia anche la mancata estirpazione di 817 piante infette da Xylella sul totale di 1251 nelle province di Brindisi e Taranto, nonostante le prescrizioni di abbattimento già abbondantemente scadute.

Gli errori, le incertezze e gli scarica barile che hanno favorito l’avanzare del contagio – afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia –
hanno provocato 21 milioni di ulivi infetti e danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale”.
Coldiretti afferma inoltre che continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia.
La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – precisa la Coldiretti – ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio europeo dove sono stati individuati altri casi di malattia, in Francia, Spagna, Germania e Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord.

Sotto accusa però ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire dal sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto.
“Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione – conclude Coldiretti – si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l’avvio di una apposita task force”.

 

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