Da Roma a Matera il “Leak” di Anonymous agli ordini degli avvocati (e si teme per Bari)

Due squadre di “pirati informatici” al lavoro per la “lunga” settimana degli hackers italiani

Nomi, cognomi, contenuti delle mail, indirizzi, numeri di telefono e password. Una mole enorme di dati sensibili alla mercé del web quella pubblicata sulla rete da Anonymous, che ha “bucato” le Pec (la posta elettronica certificata) di oltre 30 mila avvocati, tra cui quella del sindaco di Roma, Virginia Raggi.

“Con questa operazione” spiega il collettivo di hacker “vogliamo ricordare i vecchi amici Aken e Otherwise arrestati nel maggio 2015. Non avete capito che Anonymous non ha leader? Arrestati 2 altri 100 ne nascono”.

I due attivisti finirono in manette per aver violato, tra gli altri, anche siti istituzionali come quello del Ministero della Difesa e delle Forze Armate. Il blitz nei sistemi informatici di alcuni Ordini degli avvocati d’Italia era stato annunciato dall’organizzazione proprio lunedì, primo giorno di una “lunga settimana” di rivelazioni, come scrivevano gli hacker su Twitter.

Nello stesso giorno erano state infatti annunciate le violazioni degli elenchi dell’Ordine degli Avvocati di Caltagirone, in Sicilia, e di Matera, in Basilicata che riguarda, stando all’annuncio diffuso su Twitter complessivamente 371 utenti. Sostanzialmente sono diventati pubblici nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono e cellulari, username e password di accesso ai portali.

Intanto per motivi precauzionali è stato disposto anche il blocco temporaneo delle Pec “legalmail” degli avvocati baresi che “almeno al momento” spiega il presidente dell’ordine Giovanni Stefanì “non sarebbero sotto attacco”.

Soltanto a verifiche concluse da parte della Polizia postale e dopo il ripristino delle pec da parte del gestore, sarà possibile accertare se anche gli avvocati baresi siano stati interessati dall’attacco hacker.

Sulla vicenda è al lavoro il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia Postale. Al momento, però, non è stato ancora aperto formalmente un fascicolo alla procura di Roma, in attesa dei dati della Postale che consentiranno di proseguire le indagini.

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