Calcio serie B, terza giornata: Bari-Venezia 0-2, Avellino – Foggia 5-1

Il Venezia ha espugnato il San Nicola (0-2), davanti a oltre 14mila spettatori, e ha inflitto la prima sconfitta interna al Bari (secondo ko consecutivo). L’undici allenato da Pippo Inzaghi, al terzo risultato utile di fila, ha disputato una gara ordinata e accorta sul piano difensivo, passando in vantaggio al 30′ su rigore di Bentivoglio (fallo di D’Elia su Falzerano). Poi i veneti hanno gestito l’esuberanza dei pugliesi con un buon pressing e marcature molto attente. Nella ripresa il raddoppio di Zigoni è arrivato al 14′ st: l’attaccante è stato micidiale nello sfruttare un assist di testa di Moreo (ingenuità in marcatura di Capradossi). Nel recupero la reazione del Bari si è materializzata in un palo di Improta e in una traversa di Floro Flores. La squadra allenata da Grosso, priva in avanti di Galano (infortunato), ha registrato un rilevante passo indietro sul piano tattico confermando le incertezze difensive già mostrate nella trasferta di Empoli e un possesso palla a tratti sterile.Un Avellino determinato e corale mette alle corde il Foggia, schiantato dalle doppiette di Ardemagni (9′ su rigore e 59′) e Morosini (21′ e 36′) e dal sigillo finale di Castaldo (70′) in una gara sostanzialmente chiusa dagli uomini di Novellino nella prima frazione. Illusoria la rete di Mazzeo (29′) che su rigore concesso per un inesistente fallo di mano in area di Migliorini ha momentaneamente dimezzato lo svantaggio. La squadra di Stroppa, che rinvia ancora l’appuntamento con la vittoria, come all’esordio di Pescara (5-1) conferma vistosi limiti nella fase difensiva nè l’utilizzo di Camporese ha colmato le ampie lacune sulle quali il tecnico rossonero è chiamato a lavorare. Il pokerissimo dell’Avellino avrebbe potuto assumere proporzioni anche più ampie grazie ad una manovra martellante, incontenibile sulla fascia sinistra Bidaoui, e a tratti incontenibile rispetto alla quale il Foggia non ha in pratica mostrato alcuna capacità di reazione. Stroppa, che ha cominciato la gara cautelandosi con un difensore in più, sul 2-0, è tornato al modulo preferito, schierando sulla linea offensiva Chiricò e Beretta ai lati di Mazzeo. Troppo poco e forse troppo tardi per contrastare un Avellino in stato di grazia. Vittoria dunque tonda per gli irpini che chiude la polemica aperta in settimana dal presidente Walter Taccone dopo la sconfitta di Cremona e rilancia, insieme alle azioni di Novellino, sempre più beniamino dei tifosi bianco-verdi, le ambizioni dell’Avellino nella stagione appena cominciata

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