Giornata nazionale della Cura per l’Ambiente di Fai Cisl ai calanchi di Montalbano Jonico

In occasione della prima Giornata nazionale per la cura dell’ambiente lanciata dalla Fai Cisl, attivisti e volontari sistemeranno alcuni sentieri della Riserva regionale dei Calanchi con il contributo del locale circolo di Legambiente, del Comune di Montalbano e della Provincia di Matera

Credits: Claudio Gioia per Centro di educazione ambientale “I Calanchi”

In Basilicata sarà la Riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico a fare da scenario, domani, domenica 5 maggio, alla prima Giornata nazionale per la cura dell’ambiente. L’iniziativa è promossa dalla Fai Cisl e vedrà mobilitati in tutta Italia dirigenti e attivisti del sindacato, nonché volontari e comuni cittadini, in concrete iniziative di salvaguardia del territorio.

Una ventina i siti di particolare valore naturalistico e paesaggistico che saranno adottati per un giorno dalla Fai Cisl: si tratta perlopiù di fiumi, spiagge, riserve naturali, parchi pubblici e boschi che saranno risistemati e restituiti alla comunità. I volontari lucani del sindacato, in collaborazione con il circolo di Legambiente di Montalbano e con il supporto dell’amministrazione comunale e della Provincia di Matera, si ritroveranno alle 9 nella zona del Belvedere e saranno impegnati nella sistemazione e nella messa in sicurezza di alcuni sentieri della Riserva a ridosso del centro abitato.

“Lo spirito di questa iniziativa – spiega il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo – è accendere i riflettori sul nostro straordinario patrimonio naturalistico e sulla necessità di preservare tale patrimonio per le generazioni future. È un gesto concreto ma anche simbolico per dire che prenderci cura del territorio è un dovere per tutta la comunità. Ringrazio per questo il sindaco Piero Marrese che, anche in qualità di presidente della Provincia di Matera, ha voluto patrocinare questa nostra iniziativa di tutela e valorizzazione del territorio e di costruzione dal basso di una nuova sensibilità ecologica. Allo stesso tempo – continua il sindacalista – con questo evento poniamo l’accento sul valore sociale del lavoro forestale, spesso bistrattato, e sull’importanza di avere delle sentinelle preparate e attrezzate a presidio di un territorio fragile come quello lucano, di cui i calanchi sono l’espressione ad un tempo drammatica e suggestiva”.

I Calanchi di Montalbano si estendono per circa 25 Km quadrati e sono il geosito più grande della Basilicata. Riserva regionale dal 2011, quest’area calanchiva, nelle sue profonde e caratteristiche incisioni, custodisce e restituisce spesso reperti fossili di grande valenza scientifica che ne fanno un sito unico al mondo per gli aspetti geologici e paleontologici e di particolare pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale. “Basta passeggiare lungo i sentieri della Riserva per imbattersi in quantità copiose di fossili”, spiega Maurizio Rosito, presidente del circolo di Legambiente di Montalbano e uno degli animatori del Centro di educazione ambientale che organizza all’interno della Riserva regionale escursioni e visite guidate.

Di particolare interesse storico, ma anche pratico, sono le antiche mulattiere – le storiche appiett’ – che fino agli ’70 erano utilizzate dai contadini per raggiungere i terreni irrigui della Val d’Agri e che oggi costituiscono un prezioso reticolo di sentieri per visitare la Riserva. Caratteristiche che rendono i Calanchi di Montalbano unici rispetto ad altri calanchi della regione e che richiamano ogni anno un numero crescente di curiosi, appassionati e studiosi, non ultimi alcuni ricercatori del dipartimento di geologia e geofisica dell’Università di Bari che sono riusciti a ricostruire il calendario geologico dell’area, diventata ormai un punto di riferimento stratigrafico per le ricerche sul Quaternario.

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