Abusivismo edilizio, un fenomeno che coinvolge anche la Basilicata

Abusivismo edilizio. Un fenomeno che resta diffuso in Italia, ma che non si riesce a debellare del tutto. Gli abbattimenti, che rappresentano un obbligo per legge, nella realtà vengono effettuati col contagocce, e così le ordinanze di demolizione restano spesso lettera morta.

È quanto riporta una indagine effettuata qualche settimana fa da Legambiente (il dossier denominato “Abbatti l’abuso”), e che torna d’attualità dopo la tragedia che ha colpito la villa abusiva siciliana di Casteldaccia, dove nove persone hanno perso la vita sepolte da fango e detriti.

I numeri delle mancate demolizioni sono schiaccianti, in 1804 comuni italiani rilevati (circa il 23 per cento del totale), su 71.450 immobili colpiti da ordinanze di demolizione, meno del venti per cento è stato abbattuto. E tra le maglie nere in una situazione di sostanziale inerzia c’è la Basilicata, attestata in quintultima posizione nel rapporto tra ordinanze di demolizione emesse (946) e numero di demolizioni effettivamente eseguite (224) nel periodo che va dal 2004 al 2018.

C’è poi il dato relativo al rapporto tra immobili non demoliti e trascrizioni nel registro immobiliare pubblico, che in Basilicata vede appena 10 immobili trascritti a fronte di 722 ordinanze da eseguire. Sono dati piuttosto allarmanti e che confermano la presenza di un fenomeno complicato e che non si riesce a contrastare facilmente, e sul quale si chiede un intervento serio e mirato da parte del Parlamento, attraverso una legge che affidi allo Stato e ai prefetti la competenza sulle demolizioni degli abusi edilizi, ora nelle mani dei comuni.

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