In Basilicata il PD contro i 5Stelle dopo l’approvazione della norma che aumenta soglia di idrocarburi consentiti nei fanghi

Dopo settimane di denunce in aula da parte del deputato del PD lucano Vito De Filippo, il Governo Lega – 5Stelle all’interno del decreto Genova – che ora va in Senato – ha approvato la norma che consente un incremento di 20 volte della quantità di idrocarburi consentiti nei fanghi destinati all’agricoltura.

Il tema ambientale in regione Basilicata è come immaginabile, fortemente sentito sopratutto quando si parla di idrocarburi e derivati. Roberto Speranza (MdP-Articolo1) commenta senza mezze misureche si tratta “di una porcheria inaudita che produrrà danni molto seri a salute e ambiente”. Sotto tiro da parte delle attuali opposizioni parlamentari è il Movimento 5 Stelle che con i suoi esponenti lucani ha fortemente attaccato il PD in tutti questi anni proprio sui temi ambientali e che oggi invece è accusato di avvallare le scelte dell’esecutivo che penalizzano i territori di provenzienza.

“Clamoroso al di là di ogni pudore” dice Vito De Filippo “vi ricordate le grandi battaglie sui fanghi dell’attività estrattiva? Bene tutte chiacchiere come quelle sulla chiusura dei pozzi petroliferi”.

L’ex governatore lucano, e sottosegretario con Renzi e Gentiloni, oggi deputato dopo la vicenda sulla rimodulazione dei fondi per le sperimentazioni 5G voluta dal ministro Di Maio e le dure critiche del senatore Margiotta indirizzate all’onorevole Liuzzi che ha difeso l’iniziativa dei 5Stelle nazionali, commenta duramente l’approvazione alla Camera del decreto Genova, il cui relatore dell’articolo che eleva la soglia di 20 volte (da 50 a 1000 mg per chilo) del limite di elementi velenosi nei fanghi utilizzabili in agricoltura è sempre un 5Stelle lucano, il deputato Gianluca Rospi il quale spiega che “il Decreto non parla di fanghi industriali” ma “solo ed esclusivamente di fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue derivanti da scarichi civili e da insediamenti produttivi dell’agroalimentare”. Per il deputato pentastellato dunque non c’è “niente di chimico o di fortemente impattante”.

Rospi sottolinea che “nell’articolo 41 del decreto ‘Genova e altre emergenze’ sono stati attribuiti dei parametri agli idrocarburi e nel successivo lavoro parlamentare di questi giorni il testo è stato migliorato inserendo altre sostanze specifiche come diossine, furani, selenio, berillio, cromo, arsenico e altri microinquinanti pericolosi come toluene e Pcb. Tutte queste sostanze servono a ‘marcare’ la qualità del fango, e a capire se la sua provenienza è dubbia”.

Contro il decreto nei giorni scorsi si è mobilitata anche la Regione Basilicata e il Consiglio regionale. L’assessore all’ambiente Pietrantuono, ad esempio dichiara di voler continuare ad essere “una regione ‘fanghi free'”. “Questa norma” spiega l’assessore “contraddice totalmente tutte le posizioni a favore dell’ambiente e di una agricoltura sana e biologica e, pertanto ci opporremo con fermezza”. La vicenda approda intanto al Consiglio regionale con la mozione di Vito Giuzio (PD)  “Basilicata Regione fanghi free”.

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