Basilicata. Tavolo della trasparenza sullo smantellamento Itrec

Alcuni lavori sospesi, altri in corso: può riassumersi così l’andamento dei lavori di “smantellamento e gestione dei rifiuti radioattivi” presenti nell’impianto Itrec di Rotondella nel materano

La situazione è stata esaminata ieri, a Potenza, durante una riunione del “Tavolo della trasparenza”, presieduto dall’assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono.

Secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della giunta regionale, si è parlato di alcune attività – come quella riguardante l’estrazione di un monolite di cemento armato “contenente rifiuti radioattivi” – sospese in seguito all’intervento della magistratura, e di altre che proseguono il loro corso, come quella per la costruzione di un “deposito temporaneo, il cui lancio è previsto per dicembre 2018”.

Si è parlato anche delle “sistema a secco degli elementi di combustibile irraggiato del ciclo uranio-torio (Elk River)”.

L’addestramento del personale è terminato “e sono state effettuate le prove a freddo per il reincapsulamento. E’ stata inoltre avviata la progettazione di fabbricazione dei cask”.

In relazione alle “sostanze rinvenute nella rete di monitoraggio delle acque della falda superficiale nell’area del Centro Ricerche di Trisaia, Sogin ha ribadito che non sono in alcun modo riferibili alle attività di decommissioning e gestione dei rifiuti radioattivi che dal 2003 svolge nel sito.

A seguito del sequestro preventivo dei tre bacini di raccolta effluenti liquidi e la relativa condotta di scarico a mare, parti integranti dell’infrastruttura e rilevanti ai fini della sicurezza nucleare, Sogin ha messo in esercizio lo scorso 17 maggio un apposito impianto di accumulo e trattamento delle acque drenate dalla falda, che garantisce, prima del loro scarico, l’abbattimento di eventuali sostanze inquinanti mediante processi chimicofisici.

Il 12 giugno scorso, terminate le analisi radiologiche e chimiche, è stato effettuato lo scarico a mare dei reflui d’impianto contenuti nella vasca di raccolta 2/1, fra cui le acque drenate dalla falda soggiacente il sito, raccolte e trattate nei giorni precedenti.

Seppure non responsabile della presenza degli inquinanti riscontrati – è scritto nella nota – Sogin ha confermato l’ampia disponibilità a prestare la massima collaborazione per ogni attività promossa dagli Organi competenti e la massima attenzione verso la sicurezza della popolazione e dell’ambiente”. 

Pietrantuono, commentando il “rallentamento subito dalle attività di decommissioning”, ha detto che “la sicurezza viene prima della velocità. Tutti noi, istituzioni, sindacati e cittadini, non vediamo l’ora di giungere alla fine di questo lungo processo, ma la vicenda, a suo modo unica nel panorama nazionale, è delicata da gestire e richiede la massima attenzione per le varie fasi. Chiediamo dunque, più che velocizzazione, massima sicurezza, anche rispetto al tema della gestione delle acque. Ciò anche alla luce del quadro nazionale che vede il programma di trattamento dei combustibili ancora da approvare. Per il resto prendiamo atto e restituiamo alle comunità gli elementi di tranquillità desumibili dalle indagini, rispetto alla radioattività e all’inquinamento di tipo convenzionale, ma continueremo a dedicare alla questione la massima attenzione. Rispetto ad un inquinamento risalente a molti anni fa – ha concluso l’assessore – si sta accelerando con Enea e Sogin la rimozione della principale fonte di contaminazione, pur non essendone responsabili”.

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