Vicenda Itrec. Il direttore dell’Arpa di Basilicata replica all’ex parlamentare Latronico

Iannicelli: l’Agenzia ha svolto tutte le attività istituzionali previste dalla normativa vigente

Tramite una nota stampa il direttore generale dell’Arpab, Edmondo Iannicelli, elenca puntuali precisazioni  in riferimento alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’onorevole Cosimo Latronico

[ Di seguito la nota integrale – in coda all’articolo il comunicato stampa di Cosimo Latronico ]

In particolare, il Centro Regionale per la Radioattività CRR dell’Arpab svolge le attività di monitoraggio radiometrico sulle matrici ambientali all’esterno della zona dell’impianto, Rotondella-Policoro-Nova Siri (Rete Locale per Itrec) e fornisce il supporto alle azioni di vigilanza dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale all’interno dell’impianto.

In piedi il dg Arpab Edmondo Iannicelli

Per quanto concerne le attività relative alle procedure del sito contaminato, attestate agli uffici ARPAB del Dipartimento Provinciale di Matera, le stesse sono state eseguite con il massimo rigore tecnico sia per gli aspetti relativi alle attività di campo che per quelli inerenti le comunicazioni agli Enti interessati e alla Autorità Giudiziaria.

In particolare, l’Arpab ha effettuato indagini in contraddittorio derivanti dalla comunicazione di sito potenzialmente contaminato, effettuata da Sogin/Enea nel Giugno 2015 ai sensi del D.Lgs 152/2006.

La problematica di sito contaminato è derivata dagli obblighi connessi all’autorizzazione del Decreto Ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale rilasciato per la costruzione dell’Impianto di Condizionamento del Prodotto Finito(ICFP) del sito.

Il DEC/VIA dell’impianto ICPF , tra le diverse prescrizioni, comprendeva, oltre al controllo radiologico, anche quello convenzionale (chimico-fisico) delle acque sotterranee prelevate da una rete di piezometri tradizionalmente utilizzata per le rilevazioni radiometriche.

La comunicazione Sogin di detto monitoraggio delle acque sotterranee è pervenuta all’Ufficio Protocollo dell’Arpab il 5 giugno 2015. I tecnici dell’Agenzia, nei giorni 8 e 11 giugno 2015, hanno eseguito verifiche in campo prelevando acque sotterranee da diversi piezometri ed hanno effettuato analisi sia di tipo radiologico che chimico-fisico, riscontrando superamenti di alcuni analiti, tra cui Cromo VI, Tricloroetilene e Triclorometano, comunicati agli Enti di competenza.

La conferenza dei servizi, convocata a novembre 2015, ha esaminato e approvato il Piano di Caratterizzazione presentato da Sogin.

Conseguentemente i tecnici Arpab hanno espletato le attività in campo, in contradditorio, inerenti la procedura di caratterizzazione ambientale in due fasi: giugno-ottobre 2016 e maggio-luglio 2017.
Gli esiti sono stati trasmessi dall’Arpab a tutti gli Enti competenti, con relazione datata 1.9.2017. Ulteriori indagini integrative alla caratterizzazione, eseguite su richiesta dell’Arpab, sono state regolarmente effettuate e gli esiti notificati ai soggetti interessati.

L’Arpab, dunque, nel rispetto della normativa di settore ha operato con continuità riguardo alla procedura di caratterizzazione del sito Sogin/Enea, comunicando, di volta in volta, sia gli esiti delle attività condotte sia i pareri tecnici di competenza, da ultimo quello reso nella conferenza dei servizi del 10.04.2018, utili al prosieguo degli interventi finalizzati alla bonifica del sito.

Il comunicato diramato il 13 aprile 2018 da Cosimo Latronico (Noi con l’Italia)

“Le decisioni della Procura di potenza di sequestrare le vasche e la condotta dell’impianto Itrec di Rotondella  per un presunto rischio di inquinamento radioattivo del mare, al di là delle procedure giudiziarie, non possono restare senza conseguenze. Il presidente della Regione Basilicata,  Marcello Pittella, deve immediatamente convocare le autorità preposte al monitoraggio ed al controllo ambientale, che sarebbero clamorosamente smentite dal rapporto dell’autorità giudiziaria, che sta provocando un allarme nazionale per l’impatto che le attività hanno su un distretto turistico di rilevanza nazionale”. E’ quanto dichiara l’ex parlamentare Cosimo Latronico (Noi con l’Italia). “Tra le due l’una: o le autorità pubbliche hanno omesso di svolgere il loro ruolo ( ci riferiamo all’Apab, all’Ispra, Regione e Sogin etc) fornendo sistematica assicurazione sulla qualità delle acque e dell’ ambiente attorno al centro di Trisaia, oppure siamo di fronte ad un fronte di notizie il cui contenuto va subito chiarito.

In presenza di impianti sensibili come quello nucleare le popolazioni ed i tanti turisti che si apprestano a prenotare le loro vacanze hanno il diritto di conoscere la verità fino in fondo .”.

 

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