Basilicata. Sequestro vasche all’Itrec di Rotondella. La politica chiede chiarimenti - trmtv

Basilicata. Sequestro vasche all’Itrec di Rotondella. La politica chiede chiarimenti

Il senatore leghista Pepe deposita un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, Rosa (FDI) chiede un intervento del presidente Pittella in Consiglio regionale e Perrino del M5S un’audizione in terza commissione delle delegazioni di Enea-Sogin e di Arpab.

Negli ultimi giorni le rappresentanze di alcune delle forze di opposizione in Consiglio Regionale di Basilicata e di alcune rappresentanze parlamentari hanno annunciato interrogazioni e richieste di chiarimenti agli enti istituzionali locali e nazionali sui sequestri disposti la scorsa settimana dalla Procura di Potenza all’interno degli stabilimenti dell’Itrec di Rotondella.

Pasquale Pepe – senatore Lega

Si tratta in particolare del senatore Pasquale Pepe della Lega che ha depositato un’interrogazione diretta al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per conoscere nel dettaglio i fatti e le condotte che “hanno portato ad emettere l’ordinanza di sequestro preventivo e se siano state predisposte iniziative per effettuare tutte le verifiche sull’impianto ovvero quali saranno le misure che si intende intraprendere, considerando la situazione di rischio per la salute pubblica e per l’ambiente, nonché la particolare vocazione agricola e turistica del territorio interessato”.

“La Magistratura fa il suo lavoro” commenta Pepe “ma la politica non sia da meno e smetta di stare alla finestra”.

Sulla vicenda sono intervenuti nel fine settimana appena trascorso anche i dure rappresentanti lucani di Forza Italia in parlamento, ovvero Giuseppe Moles (senatore) e Michele Casino (deputato) che in una nota congiunta, hanno espresso “estrema preoccupazione rispetto al riproporsi di un tema così delicato ed importante per la vita dei cittadini Lucani”.

Da sinistra il senatore Moles e il deputato Casino

“Confidiamo nel lavoro attento della Magistratura affinché si faccia chiarezza, accertando nei termini previsti dalla legge le responsabilità di quanti avrebbero potuto e dovuto vigilare attentamente sul regolare svolgimento delle attività di smaltimento” commentano i parlamentari forzisti che anticipano l’intenzione di avviare “sin dalle prossime ore tutte le azioni politiche e parlamentari per una urgente chiamata in causa delle Istituzioni Regionali e Nazionali”.

La vicenda è destinata ad essere discussa anche in Consiglio regionale con l’audizione in terza commissione delle le delegazioni di Enea-Sogin e di Arpab chiesta da Gianni Perrino del Movimento 5 Stelle di Basilicata.

“Abbiamo seguito da vicino le vicende legate all’impianto” commenta Perrino “partecipando alle varie sedute del tavolo della trasparenza sulle attività di decommissioning ed è proprio da uno di questi tavoli che è emersa la causa dell’inquinamento da trielina e cromo esavalente, ovvero il vecchio impianto della Magnox che insiste sul perimetro appartenente ad Enea”.

Gianni Perrino – Consigliere Regionale M5S Basilicata

“Nell’ultima seduta del tavolo apprendemmo, inoltre” aggiunge il consigliere 5Stelle “che i lavori di decommissioning erano fermi a causa di un contenzioso sorto tra Sogin e Saipem. Qualche giorno fa abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti per conoscere lo status delle attività di bonifica presso l’impianto. Vogliamo continuare a vederci chiaro, soprattutto alla luce di questo intervento della Procura”.

Il coordinatore lucano dei Fratelli d’Italia e consigliere regionale Gianni Rosa chiede al presidente della Regione, Marcello Pittella di relazionare in assemblea.

“Basta, sterili audizioni in Commissione” sottolinea Rosa “non sono pubbliche. Il Presidente Pittella deve confrontarsi non solo con i Consiglieri tutti ma anche con i cittadini che potranno ascoltare di persona come stanno realmente le cose”.

Il consigliere definisce preoccupante la situazione anche perchè “dimostra la totale inerzia degli organi preposti alla tutela ambientale della nostra Regione”.

Gianni Rosa – consigliere regionale lucano Fratelli d’Italia

“Purtroppo, per noi” sottolinea Rosa “l’Autorità giudiziaria sconta la sua tempistica: due anni, da quel 2015, in cui i dati dell’Arpab accertavano l’inquinamento da Tricloroetilene e da Cromo Esavalente e dai quali pare sia partita l’inchiesta. Da quanto tempo va avanti questo sversamento? Quanto è stato importante? Dobbiamo aspettare anche in questo caso la Magistratura? Speriamo che, questa volta” conclude “siano accertate le responsabilità e che cadano teste”.

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