Deposito Nucleare. Anche l’assessore lucano all’ambiente dice “No”: pressione già alta

“La scelta del Deposito nazionale deve escludere la Basilicata per via dell’alto livello di pressione alla quale è già sottoposta. Pertanto, sia sul piano tecnico che politico, confermo il no, senza alcun tentennamento da parte del governo regionale, al deposito unico di scorie nucleari in Basilicata”.

SOGIN - CONCLUSO TRASPORTO DEI FUSTI A PIÚ ALTA ATTIVITÁ DAL CEMERAD DI STATTEDopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del capo della Giunta regionale, Marcello Pittella anche l’assessore all’ambiente, Francesco Pietrantuono anticipa l’indisponibilità della Basilicata ad accogliere il sito:  “Non abbiamo soltanto ribadito il no al Deposito Unico dei rifiuti radioattivi” ha spiegato oggi Pietrantuono “ne abbiamo anche costruito le premesse. Non solo il grande no corale di Scanzano, ma anche le osservazioni alla Valutazione ambientale strategica (Vas) al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Abbiamo lavorato l’intero mese di agosto dello scorso anno, con ripetuti incontri, con l’Anci, i sindaci lucani, tutti gli Ordini professionali, le Associazioni e le Proloco, a motivare nel merito le correzioni da fare al Programma che portavano con se un motivato no al Deposito Unico. Abbiamo sostenuto, nelle osservazioni, che la Vas sul Programma nazionale si portava dietro anche la guida tecnica numero 29 dell’Ispra, che prevedeva i criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Abbiamo asserito, inoltre, che già in base ad alcuni dei criteri escludenti previsti, la Basilicata non può ospitare un Deposito nazionale. Abbiamo fatto notare, sempre nelle osservazioni alla Vas” ha concluso “che altri criteri considerati nella guida tecnica come ‘di approfondimento’ vanno considerati come ‘di esclusione'”.

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