Ilva, Peacelink: “Nuovo acquirente risarcisca Taranto, fino a conclusione dell’Aia”


“Chi inquina ripaghi, per ogni giorno di Wind Day, tutti i cittadini di Taranto del danno arrecato a ciascuna famiglia”. Tuona Alessandro Marescotti, presidente Peacelink, al secondo giorno consecutivo di Wind day. Avanza quattro richeste, “giuridicamente fondate” specifica, rivolte al sindaco Rinaldo Melucci.

Primo: “Il Comune commissioni una maxiperizia ad Arpa Puglia per accertare in maniera inequivocabile la natura, la pericolosità e la provenienza delle polveri che si depositano sulla città e nelle aree private durante i Wind Day, in modo da poter avviare nei confronti del prossimo acquirente dell’ILVA un’azione di quantificazione e risarcimento del danno, in base al principio “chi inquina paga”.

Chiediamo – afferma Marescotti – che tale azione di accertamento e risarcimento del danno nei confronti di tutti i cittadini (e non solo dell’ente pubblico) venga inserita nell’eventuale accordo di programma con Arcelor Mittal”. Clausola che rimarrebbe in vigore fino a completamento dei lavori dell’AIA, la cui conclusione, a fronte delle spese di risarcimento, per Peacelink di certo non sarebbe più rinviata.

Seconda richiesta è l’aggiornamento dello Studio Forastiere sulla mortalità nell’area di Taranto. L’Associazione chiede inoltre, terzo punto, che venga istituita una biobanca che raccolga materiale biologico prezioso come cordone ombelicale, liquido amniotico e placenta al fine di poter conservare le prove dell’inquinamento e poter risalire alla sorgente con apposite analisi. Infine PeaceLink torna sull’urgenza di istituire l’Osservatorio della mortalità in tempo reale con dati georeferenziati.

Su tutto preme la rimozione dell’immunità penale, cosa che attendiamo venga formalizzata in una apposita dichiarazione vincolante ai fini della trattativa con il Governo. 

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