#StopaldecretoIlva, via alla “rivolta morale” dei tarantini

“#Stopaldecretoilva – Manda la tua firma al ministro Calenda”: Via alla petizione a sostegno del ricorso contro il decreto sul piano ambientale per l’Ilva, lanciata da Alessandro Marescotti, presidente Peacelink. A poche ore dalla pubblicazione on line, sono già centinaia le firme raccolte. Sia una “rivolta morale senza colori politici”, afferma Marescotti. “Vivresti in una città dove chi inquina è difeso da uno scudo penale?”, si chiede nel testo della petizione, la cui finalità è “contrastare l’inaudito tentativo del Governo di garantire fino al 2023 l’immunità penale di chi gestirà l’ILVA”. Con Peacelink ci sono il Wwf Taranto, le pediatre Annamaria Moschetti e Maria Grazia Parisi ed altre associazioni. “Il Governo – si legge ancora nel testo della petizione – trasforma Taranto in una zona franca dove si possa produrre senza il rischio di un intervento della magistratura e senza l’interferenza degli enti locali. Inoltre il Governo non rende pubblico il Contratto di cessione ad Arcelor Mittal; non rende pubblico il piano industriale per ILVA; attacca il Comune e la Regione che hanno fatto ricorso al TAR impugnando l’ultimo decreto (DPCM) che sposta al 2023 la messa a norma degli impianti ILVA che dovevano essere già a norma nel 2015″.

“Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva consentito l’uso degli impianti dell’area a caldo dell’ILVA (sottoposti ancora oggi a sequestro penale) a condizione che venisse eseguita la messa a norma di tutti gli impianti entro il 2015. Adesso invece la messa a norma di tutti gli impianti viene spostata al 2023 e nel frattempo ai gestori viene garantita l’immunità penale. Tutto questo è inaccettabile”. L’invito a firmare va al di là dei confini locali: “Crediamo debba mobilitarsi l’intera comunità nazionale e chiunque abbia a cuore la democrazia e la Costituzione, qualunque sia la propria città, qualunque sia il proprio credo politico, qualunque sia la propria collocazione sociale”.

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