Petrolio e territorio. Eni: “VIS incompleta, no facili allarmismi”

Siamo i primi a voler conoscere come stanno le cose, il facile allarmismo non paga. E’ questa la posizione ribadita dall’Eni, a seguito di un nuovo approfondimento scientifico presentato alla stampa a Potenza, in primis, sul clamore suscitato dallo Studio d’Impatto Sanitario in Val d’Agri.

Dati – lo ricordiamo – ricondotti ad una “associazione di rischio” sullo stato di salute delle persone che vivono a Viggiano e Grumento Nova, stando al prof. Bianchi e la sua equipe del CNR di Pisa, connessa alle attività estrattive del Centro Oli della multinazionale del greggio.

Nell’alveo di una piena disponibilità alla cooperazione e al confronto con la comunità scientifica – è emerso – quattro esperti in materia hanno presentato l’Escape, considerato lo studio europeo più esaustivo per valutare gli effettui sulla salute dell’esposizione a inquinanti aerodispersi.

Nei fatti una smentita alla VIS, secondo Gianfranco Tarsitani, docente di Sanità Pubblica all’Università La Sapienza, che “non stabilisce un rapporto di causa-effetto coerente con i dati acquisiti”.

Nelle slide, in evidenza, come già negli anni precedenti l’insediamento industriale, a Viggiano e molti altri comuni, la mortalità cardiovascolare risultati in eccesso sul dato nazionale, anzi, tra il 1999 ed il 2014, diminuisce. Periodo nel quale la mortalità per cause respiratorie aumenta in numerosi comuni lucani tranne a Viggiano e Grumento Nova. Le neoplasie, inoltre, non sono superiori al dato nazionale né prima né dopo l’apertura del COVA. Cornice che farà discutere, a dispetto del nome inglese dello studio, affatto via d’uscita alle polemiche sul petrolio lucano.

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