Rischio radon in Basilicata. Pietrantuono: “Mappatura effettuata in cento comuni”

Un seminario partecipato da tecnici esperti del settore per discutere del radon, gas radioattivo naturale, inodore ed incolore prodotto dal decadimento dell’uranio distribuito sulla crosta terrestre e negli ambienti chiusi, provocando rischi per la salute umana. L’evento si è svolto presso l’Aula Magna del Polo Umanistico Unibas di Potenza, su iniziativa della Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale Basilicata, tra gli altri, Stando a quanto emerso, interventi di Arpa lucana e della Toscana, ordini professionali e Azienda Ospedaliera San Carlo.

Stando a quanto emerso, le altee concentrazioni di radon, talvolta con valori anche molto elevati, rappresentano, come accertato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la seconda causa di tumore al polmone. Il principale meccanismo d’ingresso del radon negli edifici è la convezione termica – è emerso durante i lavori – con correnti d’aria che trasportano il radon dal suolo all’interno, attraverso crepe, fessure o altri punti non a tenuta nelle fondamenta o nei muri. La dinamica di emissione e di spostamento fino all’interno è molto complessa e dipende da molteplici fattori: il grado di fratturazione della roccia, la permeabilità del terreno, le variazioni di temperatura e di pressione dell’aria tra l’interno e l’esterno degli edifici. L’unico metodo sicuro per accertare la presenza e la quantità di radon è quello di effettuare una misura, tramite appositi rivelatori.

Al fine di limitare i rischi per la popolazione, dunque, è necessario ricorrere a un accurato monitoraggio del territorio che, come previsto dalla normativa vigente, le Regioni e Provincie Autonome stanno effettuando. “La Basilicata – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Pietrantuono – sta facendo la sua parte da tempo avviando una campagna di monitoraggio del territorio, riferita però agli edifici pubblici, in quasi un centinaio di Comuni. C’è da proseguire e completare questa fase di controllo. Ma abbiamo realizzato una mappatura che ci consegna alcune situazioni, nei confronti delle quali ci stiamo organizzando per capire come intervenire. Rimane la partita dei privati, sui quali ci sarebbe da ipotizzare un meccanismo incentivante in attesa di una legislazione nazionale”.

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