Ilva. Scontro di Regione Puglia e Comune con il Governo. Impugnato decreto Piano ambientale

E’ scontro sull’Ilva tra la Regione Puglia, il comune di Taranto e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. Il governatore pugliese Michele Emiliano e il sindaco della città Rinaldo Melucci hanno impugnato il decreto con il quale a fine settembre il governo ha modificato il piano ambientale.

”E’ illegittimo”’, ha detto il governatore indicando la proroga prevista a prescrizioni già di fatto scadute. ”La decisione – ha subito accusato il ministro – mette a rischio l’intera operazione di cessione e gli interventi a favore dell’ambiente”.

Il decreto ricorda infatti, prevede anche il contingentamento della produzione a 6 tonnellate per limitare le emissioni. La polemica arriva mentre è in atto il confronto sul piano industriale che sembra procedere a rilento, mentre la variabile tempo diventa sempre più fondamentale. Tutte le parti cercano di recuperare quello perduto e così ‘accelerare’ diventa la parola d’ordine.

Il ministro Calenda parla di un confronto costruttivo per assicurare investimenti industriali per 1,2 miliardi, ambientali per 2,3 miliardi e la tutela di circa 20 mila posti di lavoro diretti e indiretti. Da parte sua, la commissaria europea Margrethe Vestager si porta avanti annunciando la volontà di concludere in anticipo – rispetto alla scadenza legale del prossimo 23 marzo – l’esame sull’acquisizione dell’Ilva da parte di Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal e di cui fa parte Marcegaglia.

“Dobbiamo essere veloci e se troveremo eventuali problematiche di concorrenza sarà il compratore a doversene occupare”, ha spiegato Vestager che su questo tema e su Alitalia ha visto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Governo e commissari straordinari fanno la loro parte anticipando la copertura dei parchi minerali del sito di Taranto (l’operazione spetterebbe alla nuova proprietà che rifonderà le spese quando l’acquisizione sarà formalizzata a seguito della decisione europea). I lavori partono a gennaio e devono durare al massimo 36 mesi, ma anche in questo caso “speriamo che l’impresa ce la faccia in un tempo più ravvicinato”, ha rassicurato il commissario straordinario Piero Gnudi.

L’intervento è molto atteso dai cittadini di Taranto, dove il 27 e il 28 novembre le scuole del quartiere Tamburi sono rimaste nuovamente chiuse per i wind days, i giorni in cui il vento soffia da nord-ovest spargendo sulla città le polveri minerali.

A chiedere un’accelerazione sono anche i sindacati che lamentano un procedere “a rilento” della trattativa. Nonostante i due incontri odierni sulla presentazione da parte dell’azienda del piano industriale e di quello ambientale, i metalmeccanici chiedono ancora più approfondimenti.

Secondo Rocco Palombella della Uilm, il piano di Am Investco “sembra credibile e ambizioso considerando le risorse, ma non è coerente col livello di esuberi denunciati”.

La pensa così anche Francesca Re David della Fiom Cgil, convinta che per produrre 9,5 milioni di tonnellate di acciaio non ci possano essere esuberi e che finché non si scioglierà la questione Antitrust Ue “la trattativa resta preliminare”.

A chiedere un confronto sui singoli stabilimenti è Marco Bentivogli della Fim Cisl: “reparto per reparto, sito per sito per avere tutti gli elementi necessari a un confronto di merito”.

La risposta arriva dalla vice ministro Teresa Bellanova che formulerà entro oggi una proposta di incontri per i singoli territori, da tenersi al Mise fino a Natale.

Share Button