Petrolio. Sospensione Costa Molina 2, Eni contesta metodologia Arpab

Fare il punto dopo la sospensione delle “attività di reiniezione” al pozzo Costa Molina 2 dell’Eni, sito in agro di Montemurro. Questo il tema dell’incontro di natura tecnica che investe le attività petrolifere in Val d’Agri, voluto a Potenza dalla Regione Basilicata ed al quale hanno preso parte Arpab e la compagnia del cane a sei zampe. A coordinarlo, il governatore Pittella e l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Pietrantuono.

La decisione del governo lucano, deliberata per 90 giorni lo scorso 6 agosto, fu motivata da una segnalazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, la quale aveva rilevato la presenza “di ammine pericolose in una delle vasche di stoccaggio e nella testa pozzo” utilizzate nelle attività estrattive del Centro Olio di Viggiano.

Da richiesta, durante il tavolo, Eni ha presentato una relazione sulla presenza delle sostanze e operazioni di smaltimento delle acque di strato impiegate nella produzione di idrocarduri. Emersa – da quanto si apprende – una “discordanza nelle metodologie utilizzate da parte della compagnia petrolifera e dell’Arpab”. Notizia che poterà ad ulteriori approfondimenti per lo sblocco o meno del sito.

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