Crisi idrica. Piano del Governo per 2mila invasi e per riduzione di perdite dalle reti idriche

Questa mattina l’annuncio lo ha dato il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni nel corso del convegno al Campidoglio a Roma “I grandi fiumi del mondo si incontrano”.

Paolo Gentiloni in Campidoglio a Roma

“Il governo” ha detto Gentiloni “ha stanziato 4 miliardi e mezzo di euro per la riduzione delle perdite dalla rete idrica. Nella legge di bilancio” ha aggiunto “inoltre c’è un piano contro la siccità, per valorizzare l’accumulo in 2000 bacini di piccole e medie dimensioni”.

La scarsità d’acqua è una delle grandi questioni ambientali globali e questa estate ce ne siamo accorti anche in Italia e in particolare nelle nostre regioni meridionali: gli agricoltori lucani sono stati tra i primi a suonare il campanello di allarme, le alluvioni, le siccità e il riscaldamento globale hanno concorso ad aggravare la crisi idrica.

Le dighe lucane sono a secco. Lo ha ben documentato per immagini Mariapaola Vergallito appena qualche giorno fa con un drone sull’invaso in terra battuta più grande d’Europa, a Montecotugno nel senisese che ad oggi conta 75 milioni di metri cubi d’acqua, contro i circa 160 milioni dell’anno scorso.

Quindi se da un lato c’è un progetto nella Legge di Bilancio in discussione che per la prima volta valorizza l’accumulo d’acqua piovana nei bacini di medie e piccole dimensioni, dall’altro c’è il paradosso dello spreco d’acqua causato dalla rete colabrodo degli acquedotti (in Basilicata ad esempio secondo gli ultimi dati disponibili ne va dispersa quasi il 70 per cento, in Puglia il 50).

Tra rigenerazione, riparazione della rete e per opere ormai necessarie in tutta Italia sarebbero necessari 5 miliardi all’anno per la manutenzione delle reti e dunque i 4 miliardi e mezzo previsti nel piano annunciato da Gentiloni dovrebbero essere un primo importante segnale per arginare il fenomeno.

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