Basilicata. Eni porta le carte in Procura, Descalzi: nessuna anomalia, produzione continua

“Siamo stati informati ieri, non abbiamo ancora ricevuto nulla, quello che posso dire è che noi da quando abbiamo rimesso in marcia l’impianto abbiamo fatto circa 200 analisi, in modo costante, secondo tutte le metodologie definite e concordate e non ci risulta nessuna anomalia. Non abbiamo ancora avuto nulla di ufficiale”.

E’ quanto ha spiegato l’a.d. del gruppo Eni, Claudio Descalzi, riferendosi alla minaccia di blocco dell’impianto in Val D’Agri, fatta dal governatore della Basilicata in seguito alla presenza di ammine nelle vasche di stoccaggio. A chi gli chiedeva, a margine della presentazione del libro di Alberto Clo’ “Energia e clima”, se c’e’ quindi un rischio di fermo dell’impianto lucano, Descalzi ha replicato: “Il rischio di fermo non c’e’, il problema è solo sulla parte ad iniezione, la produzione continua”.

Intanto gli avvocati dell’Eni hanno consegnato ieri, alla Procura di Potenza, una breve memoria in relazione alla presenza di ammine in una vasca e nella testa del pozzo “Costa molina 2”, a Montemurro (Potenza), rilevata dall’Arpab, che ha portato venerdì scorso a una delibera di sospensione delle attività di reiniezione da parte della giunta regionale della Basilicata.

La Procura acquisirà i verbali del campionamento di settembre dell’Arpab, anche per capire dove sia stati effettuati precisamente i prelievi – che, secondo quanto si apprende, non sarebbero stati fatti in contraddittorio tra le due parti – e riceverà i controlli della compagnia petrolifera sulle vasche e sulla testa di pozzo, da cui non emergerebbe la presenza di ammine.

Per verificare ogni ipotesi, gli investigatori acquisiranno anche i verbali sulle analisi fatte dopo la bonifica delle vasche e del pozzo “Costa molina 2”, che lo scorso anno furono sequestrati dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta – coordinata dai pm Francesco Basentini e Laura Triassi – sullo smaltimento dei rifiuti prodotti durante l’attività estrattiva: il dissequestro fu disposto dopo alcuni mesi, al termine delle modifiche richieste dai giudici.

I magistrati sentiranno anche il coordinatore del progetto di valutazione di impatto sulla salute a Viggiano e Grumento Nova (Potenza) Fabrizio Bianchi, in relazione ai risultati dell’indagine nell’area della Val d’Agri.

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