Petrolio lucano. Sinistra Italiana rilancia su monitoraggio, Pedicini (M5S) ricorre alla Corte dell’Aja

Petrolio lucano al cento delle iniziative politiche di Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle.

Sinistra italiana: conferenza stampa a Potenza (Ansa)

In conferenza stampa a Potenza, i rappresentanti di Sinistra Italiana, Gianni Rondinone e Antonio Placido, hanno lanciato un appello ai consiglieri regionali per discutere la proposta di legge di iniziativa popolare “che stata presentata con 2.500 firme ormai due anni fa” – hanno ricordato – recante norme “a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera” collegato alle estrazioni petrolifere in Basilicata. Il territorio “ ha bisogno – hanno dichiarato – di un sistema di controllo e di monitoraggio ambientale” che regolamenti i limiti alle emissioni inquinanti e nocive per la salute in tutto il processo produttivo legato alle estrazioni petrolifere, con criteri da individuare in relazione alle caratteristiche dell’impianto, dell’area e alle condizioni ambientali locali, eliminando le “soglie fisse”. Durante l’incontro, commento telefonico della vicepresidente della Commissione ambiente della Camera dei Deputati, Serena Pellegrino, la quale ha sottolineato l’importanza di destinare i proventi del petrolio alla messa a norma degli impianti a carico delle compagnie petrolifere.

Dopo aver bollato come raccapriccianti le anticipazioni del rapporto Vis sullo stato di salute nei territori intorno al Centro Oli di Viggiano, nelle stesse ore l’Europedutato del Movimento 5 Stelle, Piernicola Pedicini, ha reso noto di aver presentato ricorso alla Corte penale internazionale dell’Aja per chiedere “che venga aperta un’inchiesta per il delitto di sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali in Val d’Agri”, dovuto “alle attività di estrazione del petrolio e del gas svolte su un’area geograficamente e morfologicamente non adatta a tali scopi”. Nel ricorso, di 38 pagine, evidenziate “le pratiche continuate che hanno portato alla rovina irreversibile sia dell’equilibrio naturale che della salute pubblica degli abitanti” dell’area, con “allegati i numerosi studi e le ricerche realizzate in questi anni”. Obiettivo dell’indagine sarebbe di stabilire se “le attività inquinanti, come le estrazioni di petrolio e gas effettuate da multinazionali petrolifere” possano “rientrare nell’ambito di un reato contro l’ambiente e l’umanità”.

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