Trivelle: No Triv, disciplinare varato senza sentire Regioni

Il Comitato No Triv denuncia l’approvazione di un nuovo disciplinare sulle trivellazioni da parte del governo, avvenuto “senza coinvolgere le Regioni”, e sollecita gli enti a ricorrere al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e a promuovere un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. “Con decreto del 9 agosto – afferma il Comitato – il Governo ha approvato un nuovo Disciplinare-tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio senza coinvolgere le Regioni. Eppure nella sua sentenza 198 del 2017, la Corte Costituzionale aveva affermato che spetta allo Stato e, per esso al Ministro dello sviluppo economico, adottare le norme che concernono il rilascio dei titoli per ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ma che questo deve avvenire sulla base di un adeguato coinvolgimento delle Regioni. Il solo caso in cui il Governo ha inteso tener conto della giurisprudenza della Corte è quello delle modalità di conferimento del titolo concessorio unico verso cui le stesse compagnie petrolifere non nutrono alcun interesse”. “Pur sapendo di non poterlo fare, il Mise ha agito senza tener conto dell’esistenza delle Regioni – dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv. Si tratta di un atto gravissimo: il Governo evidentemente non ha metabolizzato il risultato del Referendum costituzionale e continua a non volersi sedere al tavolo con le Regioni. Da ricordare che, su invito del Coordinamento Nazionale No Triv ben sei regioni, Basilicata, Puglia, Calabria, Abruzzo, Marche e Veneto, ed i comuni abruzzesi Pineto e Vasto, avevano deliberato di impugnare il decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 7 dicembre 2016, pubblicato poi lo scorso aprile, che definiva il disciplinare per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari su prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e fatale era stata per il Mise proprio la recente sentenza 198/2017 che di fatto ha dichiarato illegittimi i disciplinari del 2015 e del dicembre 2016. Dopo la sentenza due alternative per il Ministero: o ritirare il Disciplinare del 2016 o riscriverne uno del tutto diverso, ricercando l’Intesa con le Regioni, cosa che non è avvenuta. “Dalle Regioni ci aspettiamo ovviamente, questa poi la conclusione di Gagliano, una risposta ferma e risoluta”.

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