Ambiente, imprenditore agricolo di Ginosa: “Polveri nere dall’Aseco”, AQP: “Emissioni non inquinanti”

Tratta 80mila tonnellate all’anno di rifiuti. È il gruppo Aseco spa. Riportiamo informazioni pubblicate sul sito della stessa. Svariata la tipologia di rifiuti di cui si occupa: “fanghi provenienti dagli impianti cittadini gestiti da AQP, scarti lignei-cellulosici da aziende agricole, scarti da industrie alimentari e FORSU (Frazione Organica di Rifiuti Solidi Urbani) provenienti dalla raccolta differenziata”.

Ora, immaginiamo però di essere i “vicini di casa” di uno degli impianti. Di vivere con odori nauseabondi sotto al naso, di ritrovarsi (con determinate condizioni di vento) polveri nere sul piazzale di casa, di soffrire di continui mal di testa, di dover chiudere necessariamente le finestre, di avere paura che i prodotti della propria terra possano essere contaminati da metalli pesanti. È la descrizione, in sintesi, della vita di Filippo Capurso. Piccolo imprenditore agricolo di Ginosa. Lavora e vive con la sua famiglia, esattamente di fronte all’azienda. Tante le domande che inquietano Capurso. Ma su tutte: “Dove va a finire il materiale?”. Capurso è preoccupato anche per la sua produzione e non si spiega come sia stata possibile la realizzazione dell’impianto laddove abitano famiglie.

A Natale, visti i propri operai lasciare il posto di lavoro per la puzza e le polveri, l’ultima protesta: l’imprenditore si è steso davanti ai cancelli. Pochi giorni fa, racconta ancora Capurso, due rappresentati del Comitato cittadini Lama di pozzo non sono stati ascoltati in Regione, dove si erano recati con alcuni rappresentanti comunali.

“Tutte le emissioni dell’impianto sono a norma – assicura intanto Aqp – come accertato da organismi preposti e da un’attività di autocontrollo. Le emissioni dunque non sono inquinanti ne pericolose per la salute. È stato presentato inoltre – spiega ancora l’Acquedotto pugliese – un progetto da 10 milioni di euro per la copertura totale dell impianto  ma respinto dal Comune di Ginosa”. Il Comune è contrario all’ampliamento dell’impianto. Sarà il TAR a fare chiarezza sulla vicenda.

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