Eolico selvaggio in Basilicata. Associazioni e Comitati chiedono moratoria urgente

Una moratoria regionale sull’eolico selvaggio e un modello di auto produzione energetica sostenibile, democratico ed equamente distribuito. A chiederlo in una lettera sono 12 tra associazioni ambientaliste e comitati, a vario titolo contro il fenomeno che ha ridisegnato un vasto territorio lucano soprattutto dell’hinterland potentino con veri e propri parchi energetici, tra gli altri, WWF del capoluogo lucano, Comitato Piani del Mattino ed altre contrade, No Triv, Cova Contro e Unione Sindacale di Base. Il documento è stato indirizzato a tutti i livelli istituzionali lucani, dal governatore Pittella ai presidenti delle due Province, comuni interessati direttamente ed al resto delle comunità potentine e materane.

Nel parlare di “totale perdita di controllo del territorio”, il riferimento è andato al vuoto legislativo nazionale ed al quadro regionale, dove l’ingiustificata semplificazione della procedura tramite la legge n.8 del 2012 sugli impianti fotovoltaici ed eolici, secondo gli attivisti da assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale ed inferiori o compresi tra 200 ed 1 kw, ha causato danni alla salute e la vita dei cittadini. Ed ancora, inutilità delle linee guida tramite delibera di Giunta, poi rigettata dal TAR, e mancanza di un Piano Paesaggistico.

L’invito alla Regione Basilicata è di convocare le parti interessate intorno ad un tavolo al fine di bloccare tutte installazioni in corso, in attesa di nuovi provvedimenti e comunque con modifica del Piano Energetico Regionale, non da ultimo chiedendo un incontro urgente al Ministro dell’ambiente, Galletti. Infine un appello: “ci rendiamo disponibili a ogni collaborazione per eventuali azioni legali che smascherino tutte le singole istallazioni di mini eolico già attuate e in fase di esecuzione”.

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