Discarica Aia de’ Monaci, sindaco Tito presenta esposto alla Procura della Repubblica

Individuare le eventuali responsabilità sul mancato ripristino ambientale della discarica Aia de’ Monaci, la cui attività di smaltimento di rifiuti era cessata il 1 luglio 2004 a causa dell’esaurimento delle volumetrie autorizzate. Questo l’intento del sindaco di Tito, Graziano Scavone, il quale ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare lo stato dell’arte.

In una nota, il primo cittadino del comune a pochi chilometri da Potenza, ha ricordato come già nel 2013, la Provincia avesse constatato la mancanza di attuazione degli interventi. Nel 2014, a seguito di un evento franoso, fu il Corpo Forestale a dichiarare il necessario ripristino delle condizioni di stabilità nell’area interessata e una differente gestione del percolato. “Le analisi dall’Arpab – si legge tra le righe – hanno poi confermato un superamento dei parametri di ferro e manganese sulle acque di falda prelevate dal piezometro posto a valle”. Si sono da allora succedute varie diffide al soggetto gestore della discarica per fissare tutte le misure necessarie a ripristinare il sistema di raccolta dei liquami e ad attuare il piano di caratterizzazione integrato del sito. Sempre Scavone ne ha evidenziato l’attuazione a maggio di quest’anno, secondo le procedure previste per legge, con ulteriori attività di indagine a seguito del superamento dei valori soglia, stavolta di nichel e manganese. Un atto accompagnato dal divieto di utilizzo delle acque superficiali nella zona limitrofa.

Il procedimento amministrativo complesso che sta giungendo al termine – ha fatto sapere il sindaco – con annesso finanziamento in corso da parte della Regione Basilicata per 2,5 milioni di euro, dovrebbe finalmente consentire di avviare le procedure di caratterizzazione e ripristino ambientale del sito in sostituzione e in danno al soggetto responsabile, recuperando anni di ritardi e inadempienze. Altre le emergenze territoriali che riguardano Tito, ad esempio l’inquinamento del sito ex Daramic, sul quale l’amministrazione ha confermato il massimo impegno.

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