Puglia e Basilicata ai vertici nella classifica del “mare illegale” di Legambiente: Mare Monstrum 2017

Rifiuti marini, maladepurazione, pesca illegale, speculazioni edilizie: tutte infrazioni che mettono in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini e che Legambiente riporta come ogni anno nella sua Classifica ‘Mare Monstrum 2017‘, diffusa ieri in concomitanza con la partenza della Goletta Verde.

A guidare la classifica nazionale del mare illegale è la Campania con il più alto numero di infrazioni accertate: 2.594 reati, il 16,5% del totale. Un primo posto che vale anche per il numero di persone denunciate o arrestate, 2.912, e per sequestri, 839, e che occupa stabilmente da diversi anni.

Seconda è la Sicilia, che con il 13% dei reati mantiene la stessa posizione del 2016, mentre al terzo posto sale la Puglia, con l’11,7%, che era quinta. Seguono il Lazio, con il 9,2%, la Calabria, con l’8,5%, la Liguria, che con il 7,6% sale dall’ottavo posto, e la Toscana, con il 7%, che si posiziona settima. Fanalino di coda è il Molise con l’1,3%.

Campania e Sicilia si dividono equamente – due a testa – anche la leadership delle classifiche regionali per tipologia di reato: la prima svetta per inquinamento e cemento, la seconda per pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione.

Per quanto riguarda invece la classifica del mare illegale per infrazioni commesse per km di costa, a sorpresa il Molise, che ha solo 35,4 chilometri di litorale, risulta primo tra le regioni, con 5,8 infrazioni per chilometro.

Segue l’immancabile Campania, con 5,5 infrazioni per chilometro e al terzo posto si posiziona un’altra ‘piccola’, la Basilicata, con 62,2 chilometri di costa e una media di 4,8 reati per chilometro.

Sempre a livello regionale, le regioni a tradizionale presenza mafiosa, spesso forti di un mare bellissimo, sono anche quelle più colpite dall’illegalità. Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, infatti, da sole totalizzano il 50% delle illegalità compiute in tutta Italia.

Legambiente indica anche gli ecomostri – alberghi o villaggi in riva al mare – da abbattere: gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, il villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia, le 35 ville nell’area archeologica di Capo Colonna, a Crotone, e le case abusive dell’Isola di Ischia. (ANSA)

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