Incidente COVA. Eni pronta a riavvio produzione, Regione Basilicata attende relazione Ispra

“Abbiamo concluso tutti gli interventi richiesti, con l’ok definitivo della Regione Basilicata il ritorno alla produzione avverrebbe nel giro di una settimana”. È quanto dichiarato a Viggiano da Francesca Zarri, responsabile del Distretto Meridionale ENI, nel corso di un incontro voluto con i giornalisti per esporre le attività condotte dalla compagnia a seguito dello sversamento di greggio rilevato a fine gennaio scorso e ha portato al fermo per 90 giorni del Centro Oli Val d’Agri. In carica proprio all’insorgere dell’incidente, la Zarri ha rimarcato trasparenza e disponibilità nei confronti delle istituzioni e dell’opinione pubblica, inoltre commentato l’assenza di contaminazione delle falde acquifere dalle quali proviene l’acqua a uso civile.

Al suo fianco, il responsabile coordinamento progetti Val d’Agri, Walter Rizzi, il quale ha dettagliato tecnicamente la realizzazione del doppio fondo sui quatto serbatoi entro il 2017, già presente su quello C e D, quest’ultimo incriminato per le 400 tonnellate di greggio fuoriuscite a causa di “un fenomeno corrosivo non prevedibile – ha dichiarato – in corso di accertamento con l’ausilio di tecnici specializzati”.

Inoltre, è emersa la presenza di due linee di drenaggio sotterranee fin’ora sconosciute ad ENI, realizzate negli anni 80′ al servizio del Consorzio Industriale, una delle quali ha contribuito a velocizzare la propagazione inquinante dapprima al pozzetto ASI situato a poche decine di metri dal COVA e poi fino a Fosso del Lupo lungo la SS598, dove il comune di Grumento Nova ha vietato l’uso idrico di un terreno agricolo.

Sul piano economico, da una stima, il fermo della produzione al COVA costerà circa 250 milioni di euro, mentre per la bonifica, l’ok al Piano di Caratterizzazione riguarderà un’area di 6 mila metri quadrati con interventi previsti per diversi anni.

Dal canto suo, Il Dipartimento Ambiente attende di conoscere gli esiti della relazione fatta da Ispra insieme ad Arpab, fondamentale per sbilanciarsi sulla riapertura.

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