I Genitori tarantini affiggono un nuovo manifesto in città contro l’inquinamento

“Noi non dimentichiamo i complici del nostro genocidio”.

E’ la frase che campeggia sul nuovo manifesto fatto affiggere in città dal gruppo dei ‘Genitori tarantini’, nato nei mesi scorsi per richiamare l’attenzione sull’emergenza sanitaria e ambientale a Taranto causata, in particolare, dalle emissioni dell’Ilva e per difendere il diritto alla vita.

Il manifesto, affisso in Città vecchia, sulla Salita Sant’Eligio, proprio di fronte all’omonimo molo, ritrae una donna con lo sguardo triste e perso nel vuoto che abbraccia il figlio dagli occhi spaventati che respira attraverso una maschera con il filtro per l’aria. “E’ la metafora – viene spiegato dai genitori – della stupenda provincia di Taranto, così bella da confondere, che ancora abbraccia tutti i suoi figli in un ulteriore tentativo di proteggerli”.

A lato della foto c’è la frase che è “un grido di guerra – osservano i Genitori tarantini – e di dolore”. Il grido di guerra “di chi ha visto ferire la propria madre, porta su di sé le stesse ferite e le vede nei propri figli. E’ l’invito ad usare l’arma più potente che il popolo ha a disposizione: il voto”. “Siamo con chi opera – conclude il gruppo dei Genitori tarantini – per il recupero della dignità e del rispetto del territorio tarantino; siamo con chi si adopera in ogni settore per la rinascita culturale e socio-economica della città; siamo con chi mette a disposizioni idee vincenti per riportare l’intera provincia alla sua naturale vocazione: il turismo. Ma siamo anche con chi non dimentica i problemi e li combatte con ogni mezzo”.

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