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Sversamento idrocarburi. Ispezione al Cova Eni di Viggiano, incerta la riapertura

Visita ispettiva al Centro Olio dell’ENI di Viggiano per verificare la sicurezza dei processi produttivi riguardanti le estrazioni petrolifere. Si tratta del primo evento di monitoraggio sull’estrazione di greggio dalla Val d’Agri e lungo le tubature fino alla raffineria di Taranto, ottenuto dal tavolo romano che ha elevato la vicenda petrolio a interesse nazionale.

La delegazione composta da circa 30 persone ha osservato da vicino la realizzazione del doppio fondo sulle cisterne dell’impianto in via di completamento entro settembre. In prima fila la Regione Basilicata con il governatore Pittella, l’Assessore Pietrantuono e il Direttore generale del Dipartimento Ambiente, Santoro. Sul fronte tecnico: Arpab, Ispra e CNR, ai quali sarà affidato il compito di chiarire la condotta operativa della compagnia.

L’esito sarà utile per far luce sugli effetti dello sversamento di greggio dello scorso gennaio, terminato nei pozzetti del Consorzio Industriale e fino al canale di scolo Fosso del Lupo, dove è stato interdetto l’uso dell’acqua sui terreni circostanti. Dopo il provvedimento di chiusura per 90 giorni emanato dalla Giunta lucana, il COVA sarà oggetto di analisi. Intanto, nei giorni scorsi è proseguito il rimpallo di cifre sull’incidente, secondo il sindaco di Grumento Nova, Imperatrice, ben più preoccupante ed ampio rispetto all’area tenuta in considerazione. Insieme all’omologo Cicala, lo ricordiamo, ha presentato denuncia per inquinamento ambientale.

Pittella, dal canto suo, ha ribadito cautele sui dati ed escluso pericoli per salute e ambiente collegati al fiume Agri e diga del Pertusillo. Incerta la riapertura del COVA.

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