Eni e la disinformazione sulla Val d’Agri. Le reazioni dal mondo politico

L’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi rispondendo ad alcune domande di studenti lucani in visita nella sede di San Donato milanese ha parlato ieri di “Fake News” delle quali “la più grande è sull’incidenza dei tumori in Basilicata, che è la regione italiana meno colpita dopo la Calabria”.

Dichiarazioni non sono sfuggite ad alcuni esponenti politici lucani tra i quali il radicale Maurizio Bolognetti il quale scrive in una nota “L’unica fake news che conosco è la newsletter che l’Eni distribuisce in Val d’Agri. Mostri no, ma inquinatori seriali e avvelenatori sì. Inquinatori da Codice Penale. Come definirebbe sua eminenza Claudio Descalzi il tentativo di negare la paternità delle sostanze oleose rinvenute nel depuratore consortile di Viggiano? All’Amministratore Delegato suggerisco di parlare meno e di agire per rendere meno pericolosi gli impianti Eni, e non solo quelli lucani”.

E’ severo il giudizio dell’onorevole Cosimo Latronico (Direzione Italia) “La crisi ambientale e di consenso, che si registra in Val d’Agri ed in Basilicata attorno alle attività petrolifere, non è un problema di disinformazione come ha sostenuto l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi. La verità che emerge, nelle modalità e nella sistematicità degli eventi, è la precarietà dei sistemi di controllo e di monitoraggio che rendono inattendibile le risposte”.

Secondo il parlamentare lucano, “non si può ignorare lo sversamento di 400 tonnellate di petrolio andato avanti per circa un anno dai serbatoi del Centro oli di Viggiano (Potenza), e non ammettere che questo gravissimo evento è stato acclarato per caso da agenti esterni all’impianto. Da qui la perdita di fiducia e di reputazione verso un sistema che – ha continuato il deputato – avrebbe dovuto agire, in presenza di gravi criticità, in modo tempestivo e preventivo. Il tema è proprio che un soggetto come l’Eni che ambisce ad essere un ‘campione di responsabilità sociale’ non può ignorare che il sistema di monitoraggio e dei controlli è fragile e non è terzo rispetto alla compagnia petrolifera. Se non si risolve questa relazione – ha concluso Latronico – il livello di reputazione e di consenso non troverà soluzione, giustamente”.

Sulla vicenda interviene anche la senatrice M5S Paola Nugnes della Commissione Ambiente del Senato e membro della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. “Il petrolio della Val d’Agri uccide è una fake news? Ci farebbe piacere crederlo ma a dirlo è un ad di Eni e non Isde o ufficio statistico dell’istituto superiore di sanità. Meno di un anno fa” commenta la senatrice “segnalavano alla regione Basilicata che in Val d’Agri è registrato un eccesso di mortalità per tumori allo stomaco e per leucemia e la connessione con l’inquinamento del territorio è assolutamente plausibile, anzi per dirla con le parole dello studio è una “possibile concausa” – precisa la senatrice Nugnes – “Ora, l’ad di Eni si occupi e si preoccupi delle recenti indagini a carico di funzionari Eni e del recente ritiro dell’Aia da parte della regione per le numerosissime prescrizioni non osservate. E delle indagini che si stanno effettuando in questi periodi sul Pertusillo per disastro ambientale”.

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