Chiusura Cova. Pittella: atto dovuto, capiremo portata inquinamento

 

Nella Sala Verrastro della Regione Basilicata, la Giunta lucana guidata dal presidente Pittella ha incontrato i giornalisti insieme ai vertici di Arpab per fare un punto sulle motivazioni alla base della delibera sulla chiusura temporanea del Centro Oli dell’Eni a Viggiano. L’atto è arrivato in seguito alle inadempienze della compagnia petrolifera rispetto alle prescrizioni collegate alle attività di monitoraggio e bonifica per via dell’incidente del gennaio scorso con sversamento di idrocarburi dai serbatoi dell’impianto all’area esterna.

Giunta Regionale Basilicata in Conferenza Stampa

La decisione è arrivata dopo l’incontro in Prefettura alla vigilia di Pasqua. A seguito della propagazione degli idrocarburi, infatti, la giunta ha reso noto di aver rafforzato le stesse prescrizioni iniziali, dal momento che la contaminazione è arrivata in un canale di scolo lungo la SS 598 prossima al torrente Fosso del Lupo. “Questo – ha sottolineato Pittella – ci ha messi nella condizione di dover assolutamente scongiurare che l’inquinamento arrivasse all’Agri e da lì anche oltre”.

In questa località, inoltre, il sindaco di Grumento Nova, Imperatrice – presente all’incontro insieme all’omologo di Viggiano, Cicala – ha emesso una ordinanza per vietare l’uso a qualsiasi scopo di un terreno agricolo di 8 mila mq.

La Regione ha ribadito di aver chiesto più volte di rafforzare le barriere idrauliche per impedire la propagazione a macchia d’olio del fenomeno, inoltre, ha accusato Eni sul mancato svuotamento del serbatoio ancora pieno e che hanno indotto un “atto molto forte – ha ribadito l’ente – per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini”. Tra i dati mancanti, necessari allo screening complessivo di quanto accaduto, la quantità di idrocarburi sversati fin’ora. “Necessario a definire la portata del fenomeno – ha rimarcato l’assessore all’Ambiente Pietrantuono”. Nel frattempo prosegue il monitoraggio Arpab con il supporto Ispra e l’impianto resterà fermo per i prossimi 90 giorni, al termine dei quali ci sarà una nuova valutazione.

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