Petrolio. La Giunta Regionale sospende tutte le attività del Centro Olio di Viggiano

Nel pomeriggio di sabato la Prefettura di Potenza ha convocato intorno a un tavolo il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, che ha chiesto di riunire con urgenza il presidente della Provincia di Potenza, i sindaci di Viggiano e Grumento Nova insieme a rappresentanti dei Vigili del Fuoco, Arpa di Basilicata del Consorzio Asi e di ENI S.p.A.

“Nel corso della riunione” ha riportato in una nota il portavoce del presidente Pittella, “la Regione ha nuovamente diffidato Eni alla tempestiva ottemperanza delle prescrizioni (contenute nelle misure di emergenza) più volte intimate dal massimo Ente locale e volte a fermare l’avanzamento della contaminazione, proseguendo contestualmente con urgenza con le attività di caratterizzazione per una puntuale bonifica dell’area”.

Subito dopo aver lasciato la Prefettura, Pittella ha convocato con urgenza la Giunta regionale per deliberare la sospensione di tutte le attività del Centro Olio. Sospensione comunicata immediatamente da Pittella ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, Gianluca Galletti e Carlo Calenda.

Eni, con un comunicato dell’ufficio stampa fa sapere di prendere atto “del comunicato diffuso dalla Regione Basilicata relativo alla delibera di sospensione delle attività del centro Olio Val d’Agri” e in attesa poterne esaminare i contenuti sottolinea che “le operazioni per la messa in sicurezza e le attività di caratterizzazione sono condotte con la massima diligenza e impiego di risorse, offrendo continua e fattiva collaborazione a tutti gli organi competenti”.

Il primo commento è arrivato dal parlamentare lucano Cosimo Latronico (Direzione Italia), che ha definito la decisione “Grave ed allarmante”.

“Da mesi” ha poi aggiunto “inseguiamo il Governo nazionale perché si assuma le sue responsabilità di controllo delle matrici a partire dalla diga del Pertusillo, senza scaricare le incombenze sulla Regione. Oggi la Giunta regionale ammette che gli inquinamenti ci sono anche a carico degli affluenti del fiume Agri. Nei prossimi giorni chiameremo il governo nazionale alle proprie responsabilità e l’Eni a rispondere fino in fondo degli atti che ha compiuto a danno dei lucani”.

 

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