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Potrebbe approdare in Basilicata il Gasdotto Eastmed: porterà gas da Israele in Europa

Non sono (ancora) sopite le polemiche sull’approdo in Puglia del Gasdotto TAP che già gli ambientalisti (e qualche politico), stavolta però si tratta di quelli lucani, drizzano le antenne in direzione delle coste joniche del metapontino.

Del resto il ministro israeliano dell’Energia, Yuval Steinitz, all’inizio di Marzo lo ha confessato, incontrando alla Camera una delegazione di parlamentari della associazione interparlamentare di Amicizia Italia-Israele guidata da Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze di Montecitorio:

“Realizzare il gasdotto Eastmad tra Israele e Italia, attraverso Cipro e la Grecia, e’ uno dei nostri obiettivi, considerati i giacimenti di gas naturale di Israele ed il fabbisogno in Europa e Italia nei prossimi anni”.

Lo stesso ministro Mise Calenda si è augurato che “si riesca ad “accelerare quanto più possibile l’inizio della realizzazione del progetto” che potrebbe partire già alla fine del 2017.

Secondo l’ultimo progetto stilato dalla Noble Energy, i pozzi israeliani di Leviatano saranno in grado di produrre 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno che dovrebbe arrivare in Europa tramite un gasdotto sottomarino tra i più lunghi del mondo, (tempo di costruzione stimato in massimo 5 anni, costo 6 miliardi di euro). Stando alla presentazione annunciata dal ministro italiano nell’ambito del G7 dell’Energia, porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale israeliano dai pozzi dei giacimenti offshore al largo di Gaza e di Israele (ma anche quello cipriota) in Europa tramite la Grecia e poi l’Italia. L’approdo dovrebbe essere sempre sulle coste pugliesi bagnate però dal mar Jonio. Certo, al limite con quelle lucane del metapontino.

Per questo il consigliere regionale Paolo Castelluccio anticipa già “è indispensabile che la Regione e i Comuni del Metapontino che sarebbero coinvolti ricevano tutte le informazioni esaurienti necessarie per una valutazione ampia, completa specie rispetto all’impatto ambientale”.

Va ricordato però che dovrà essere l’Unione Europea a esaminare e dare il via libera al progetto EastMed; sempre Bruxelles dovrà fornire un finanziamento per la fase di sviluppo ingegneristica di un’opera particolarmente ambiziosa.

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