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Zootecnia. ARA Basilicata: prodotti di qualità, serve più export

Sono numeri importanti quelli della zootecnia lucana, settore votato alla qualità, negli ultimi anni alle prese con difficoltà economiche e sul fronte know-how per l’esportazione dei prodotti a livello internazionale. Ad esporli alla stampa è stata l’ARA, Associazione Allevatori della Basilicata, nata nel 2012 dalla fusione della A.P.A. di Potenza e Matera, da sempre al fianco dei produttori per affiancarli nella consulenza funzionale, sanitaria e tecnica, tra gli altri, veterinaria e di certificazione dell’origine a marchio “Italialleva”.

Nel 2016 – è emerso – sono stati aggiornati i libri genealogici e quindi controllate più di 2.300 aziende con all’incirca 247 mila capi di specie bovina da latte e bufali, ovini, suini, equini e conigli. Complessivamente, sono stati compiuti 948 mila controlli.

Nel presente e futuro del comparto, un ruolo fondamentale è rivestito dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, il quale lavora in stretta sinergia con la rappresentanza e ne ha alimentato gli intenti.

Rispetto alle criticità, l’ARA ha anche sgomberato il campo con riferimento al presunto caso d’inquinamento del Pertusillo e relativo coinvolgimento delle aziende della Val d’Agri: “E’ tutto in regola – ha sottolineato il direttore Augusto Calbi – proprio grazie ai controlli effettuati”.

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