Pertusillo. Botta e risposta tra eurodeputato Pedicini (M5S) e direttore Arpab, Iannicelli

Pedicini: “non ci fidiamo dei controlli dell’Arpab”. Iannicelli: “spenda energie per ricercare la verità anzichè diffamare onesti lavoratori”.

“Onorevole Pedicini, al suo posto mi preoccuperei di spendere le mie energie alla ricerca della verità anzichè diffamare onesti lavoratori, che si caricano di una straordinaria mole di lavoro in un momento in cui le difficoltà sono a tutti note”.

Con queste parole il direttore generale di Arpab, Edmondo Iannicelli, risponde alle numerose sollecitazioni diffuse a mezzo stampa dall’europarlamentare pentastellato, Piernicola Pedicini sui controlli effettuati dall’Agenzia Regionale lucana per l’Ambiente nelle acque dell’invaso del Pertusillo.

Pedicini, ancora domenica pomeriggio aveva manifestato a chiare lettere la mancanza di fiducia nell’Arpab: “I motivi che ci spingono a non fidarci dell’Arpab, che è gestita da manager nominati dal governo Pittella” spiegava Pedicini “scaturiscono dal fatto che la struttura è sott’inchiesta da anni per varie vicende giudiziarie che riguardano proprio i controlli che dovrebbe garantire nelle aree a rischio, come la Val d’Agri, dove ci sono gli impianti petroliferi dell’Eni, e il Vulture-Melfese, dove opera il termodistruttore ex #Fenice”.

L’eurodeputato in una lunga nota stampa ha passato in rassegna i diverse vicende “che evidenziano perché l’Arpab ha dimostrato di non essere affidabile”.

Dalla multa comminata nel Febbraio 2017 dalla Provincia di Potenza per la mancata pubblicazione dei dati su analisi effettuate nel 2013 in una contrada di Montemurro (Val d’Agri), dove c’è il pozzo di reiniezione di scarti petroliferi ‘Costa Molina 2’ alle motivazioni del maggio 2016 con cui il Tribunale del riesame di Potenza confermava i sequestri delle vasche del Cova Eni di Viggiano (“Controlli approssimativi e carenti da parte di Arpab sui reflui che, in Val d’Agri, l’Eni smaltiva o reimmetteva nel sottosuolo dopo l’estrazione del petrolio”).

Iannicelli risponde a Pedicini “dileggiare l’Arpab pare sia diventata pratica consueta e quotidiana ma non cada anche lei nell’errore” e conclude “Sarei ben lieto di informarla, qualora lo volesse, sulla attività della nostra Agenzia e sui progetti messi in campo, faticosamente, da questa Direzione”.

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