Ilva. Avviato dalla Regione Puglia il tavolo tecnico per la decarbonizzazione

La Regione Puglia “avvia un tavolo di lavoro interdisciplinare”, a cui partecipano “soggetti terzi” esperti in di vari settori, dalla sanità all’ingegneria, per “elaborare e perfezionare la proposta pilota della Regione per la definizione di una ‘Road Map’ verso la decarbonizzazione”, in particolare in relazione all’Ilva di Taranto e all’Enel di Brindisi, e quindi “fornire alla Regione e al Governo elementi necessari per una decisione” che veda l’abbandono del carbone.

foto2-tavola-rotonda-decarbonizzazioneLo ha spiegato il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che propone il progetto elaborato per l’Ilva e presentato al governo nel dicembre scorso come una “esperienza pilota” valida “in Italia ed in Europa nel percorso di eliminazione del carbone dalla produzione industriale, un percorso ineluttabile in base agli accordi sottoscritti a Parigi” nel 2015 nell’ambito della Conferenza mondiale del’Onu sul clima e recentemente ratificati dall’Unione Europea. In Italia, dopo la ratifica della Camera dei deputati, l’accordo dovrebbe essere sottoscritto in settimana dal Senato. Emiliano – incontrando i giornalisti – ha ricordato che il progetto della Regione Puglia prevede “la produzione di acciaio senza emissioni nocive e dimezzando quelle di CO2”, “anche se può essere più costoso”.

In alternativa al carbone “si può utilizzare il gas che sta per arrivare con gasdotto Tap, a cui siamo favorevoli, anche se non siamo favorevoli sul luogo dell’approdo”.

Se il consorzio Tap “ci mettesse a disposizione gas a un prezzo, come compensazione ambientale dell’utilizzo del nostro territorio per il loro business che sia compatibile con quello del carbone, supereremmo questo differenziale di costo che peraltro è apparente, perchè chi utilizza il carbone non pagando l’aggravio del sistema sanitario, le assicurazioni, i morti e malattie, ha risparmi. Il gas invece azzera emissioni nocive e rende la fabbrica legale. Questo consentirebbe all’acquirente di acquistare la fabbrica, in perfetta legalità, coerente con la costituzione e priva di rischi per il futuro. Peraltro è “in linea con l’accordo di Parigi” di riduzione dei gas a effetto serra prodotti anche dal carbone. (ANSA)

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