Il senatore lucano Petrocelli (M5S) chiede maggiori investimenti sulla depurazione delle acque

Nel corso della stagione estiva, “in vari tratti dei 33 chilometri di spiaggia”, sulle coste lucane del mar Ionio, “è stato esposto il cartello del divieto di balneazione”.

Lo ha detto, in una nota, il senatore lucano del Movimento 5 Stelle, Vito Petrocelli, evidenziando che la Regione Basilicata “tra fondi europei e bilancio ordinario arriva a gestire circa quattro miliardi di euro, ma non trova ‘quattro spiccioli’ da investire nella depurazione delle sue acque dolci che scaricano a mare”.

Il divieto di balneazione, ha proseguito Petrocelli, è “per inquinamento da colibacilli fecali, ma il vero pericolo per il turismo su questo bel tratto di costa Ionica, interessata da cinque aree protette sul litorale e da un ordine del giorno del governo per l’istituzione di un’area marina protetta, è l’inquinamento chimico”.

Migliorare la depurazione delle fogne di 130 comuni “sembra essere un progetto complesso”, per il senatore del M5s, anche perché “il 70% dei Comuni lucani ha un depuratore, ma più della metà sono obsoleti e dunque inadeguati, resta però incomprensibile il come e il perché la Regione non attui nemmeno un progetto per monitorare la contaminazione chimica delle nostre acque”.

Per la Regione, ha concluso Petrocelli, “il turismo è una priorità economica del programma regionale, solo che per investimenti nel turismo intendono, evidentemente, i milioni di euro di contributi pubblici spesi per i porti innaturali sullo Ionio, che non mi pare abbiano portato nuova e stabile economia in Basilicata, e i milioni di euro spesi per gli attrattori hollywoodiani e fallimentari, come quello della ‘Grancia’”.

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