Inchiesta Petrolio. Commissione ecomafie in Val d’Agri e in Val Basento

Alessandro Bratti: “allo stato attuale si stanno facendo verifiche sulle aziende e cercheremo di capire stiamo parlando di un’indagine a se’ o se stiamo parlando di un pezzo di qualcos’altro”

ValbasentoQuesto il motivo della missione in Basilicata della commissione Ecomafie, come riferito dal presidente Alessandro Bratti nel corso di una conferenza a Montecitorio; il quale ha anche parlato ”dell’acquisizione di abbondante documentazione” sull’inchiesta, relativamente alla parte di cui la commissione si occupa dicendo che altro ne verrà acquisito.

Nel corso della missione – in programma dal 19 al 22 aprile – sono previsti sopralluoghi agli impianti Eni di Viggiano e Montemurro e al Tecnoparco Val Basento di Pisticci.

In particolare, la commissione approfondirà la questione delle emissioni in atmosfera dal Centro Olio Val d’Agri, le operazioni di reimmissione delle acque di separazione provenienti dal ciclo produttivo del Centro Olio Val D’Agri nel pozzo Costa Molina 2, la gestione dei rifiuti prodotti all’interno del Centro Olio Val d’Agri.

Altre volte la commissione Ecomafie ha portato avanti inchieste sulla Basilicata: in quella del 2000 ”si manifestava preoccupazione per la presenza di ben 890 siti inquinati censiti, la metà dei quali connessi alle attività di prospezione petrolifera”; mentre nella scorsa Legislatura, ”si sottolineava la necessità nella Regione Basilicata di un sistema di controlli più adeguato e di una altrettanto adeguata gestione delle informazioni in materia ambientale, evidenziando rispetto al ciclo dei rifiuti urbani una mancanza di controlli sugli impianti e mettendo in evidenza il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata”.

Il programma della missione della settimana prossima prevede le audizioni di forze di polizia e del procuratore della Repubblica di Potenza, del governatore della Basilicata, del direttore generale di Agenzia ambientale regionale, di amministratori locali, di associazioni, e rappresentanti di aziende.

Bratti ha raccontato che i temi nello specifico sono le ipotesi che riguardano tre questioni: ”l’autorizzazione e i controlli sulle emissioni atmosferiche, la reimmissione delle acque, lo scambio di codici Cer che fanno sì che rifiuti pericolosi possano diventare non pericolosi con un notevole risparmio di costi”.

Infine, ”allo stato attuale si stanno facendo verifiche sulle aziende e cercheremo di capire stiamo parlando di un’indagine a se’ o se stiamo parlando di un pezzo di qualcos’altro”. (ANSA)

Share Button