Sanità lucana, a rischio la conferma di Istituto a carattere scientifico del Crob di Rionero

Il Crob di Rionero rischia di perdere lo status di Istituto di Ricerca di carattere scientifico. L’allarme viene dagli esiti di un’audizione dei vertici dell’Istituto, presso la quarta commissione consiliare presieduta da Massimo Zullino.

Ad aggiungere sale alle ferite anche le dimissioni del direttore generale del Crob, Bochicchio che avranno decorrenza da lunedì 12 agosto. “Non lascio la nave in balia delle onde né la lascio per le criticità che sono state evidenziate in questi giorni” spiega il dg in una lettera aperta “La mia scelta è un altro atto d’amore verso il Crob affinché la giunta possa stabilire un giusto rapporto fiduciario con chi sarà chiamato a sostituirmi”.

I problemi, come emerso in audizione arriveranno con la verifica biennale della Commissione ministeriale che deciderà o meno di confermare il carattere scientifico del Crob nel 2020.

“Le potenzialità dell’Istituto” dice Zullino “non possono essere garantite con i trenta ricercatori a tempo determinato. E’ necessario un numero di ricercatori pari ad almeno il doppio di quelli esistenti”. Non solo, perchè le altre due regioni aderenti con la Basilicata all’Alleanza Mediterranea Oncologica, cioè Campania e Puglia, mettono a disposizione solo per l’oncologia rispettivamente 160 e 28 milioni di euro, contro i 4 destinati al Crob nel 2018.

Fondi decisamente insufficienti per contrastare anche solo l’obsolescenza delle tre macchine per la radioterapia.

Sotto accusa – sia per lo stesso Zullino della Lega, che per il gruppo Idea con il vicepresidente del consiglio regionale Baldassarre e il M5S con il consigliere Leggieri – le cattive scelte politiche del passato. Preoccupazioni condivise anche dalla Fp Cgil lucana che auspica un massiccio intervento della Regione affinchè investa non solo a livello di stanziamenti ma anche di progettualità e personale.

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