Ilva, nuovo studio Sentieri: “Mortalità del 4-5% in più”

E’ del 4 – 5% in più rispetto alla popolazione generale il tasso di mortalità per chi vive in siti contaminati da amianto, raffinerie, industrie chimiche o metallurgiche. 4%per gli uomini, 5 per le donne. Parliamo di una mortalità pari a 11.992 persone di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio, in riferimento ad un periodo di 8 anni. E’ quanto emerge dai dati relativi a 45 siti di interesse per le bonifiche, tra cui Taranto, inclusi nella nuova edizione dello studio Sentieri, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità.

Dati presentati in via preliminare al workshop “Un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati”, al Ministero della Salute. “Sono numeri degni di nota e nel complesso tracciano un quadro coerente con quello emerso dalle precedenti rilevazioni. Questo significa – spiega Pietro Comba, responsabile scientifico del progetto Sentieri – che non vi è stato ancora un generale miglioramento della situazione della contaminazione ambientale a livello nazionale”. Gli studi sono stati effettuati in tutta Italia: dalle miniere del Sulcis alle acciaierie dell’Ilva, dalle raffinerie di Gela alla citta’ di Casale Monferrato ‘imbiancata’ dall’eternit, passando per il territorio del litorale flegreo con le sue discariche incontrollate di rifiuti pericolosi. Aree in cui vivono complessivamente 6 milioni di persone, residenti in 319 comuni.

considerati 9 tipi di esposizione: amianto, area portuale, industria chimica, discarica, centrale elettrica, inceneritore, miniera o cava, raffineria, industria siderurgica. Esaminate le associazioni tra residenza e patologie, come tumori e malformazioni congenite. “Il significato di questi dati va ora approfondito in ognuno dei territori considerati, anche con la collaborazione delle istituzioni, con gli amministratori locali e la società civile”, spiega Comba. “I dati da noi prodotti – conclude Comba – servono sostanzialmente a capire quali sono gli interventi di risanamento ambientale più utili e urgenti a fini di tutela della salute”.

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