Sanità, c’è il nuovo contratto nazionale: le ricadute su Taranto

Si è discusso di diritti nell’assemblea che la Funzione Pubblica CGIL ha indetto per incontrare il personale della sanità pubblica e privata di Taranto, all’indomani della pre-intesa raggiunta a livello nazionale sul rinnovo del contratto di settore.

E’ un contratto che in primo luogo restituisce dignità ai lavoratori del settore dopo otto anni di assenza – spiega Michele Vannini della FP CGIL Nazionale – e che da molti strumenti alle organizzazioni di intervenire sull’organizzazione del lavoro.

Tema quest’ultimo che a Taranto assume un significato importante anche alla luce della dote dello sblocco del turn over e dei 70milioni previsti dal Governo per la sanità pubblica tarantina.

Guardare ai lavoratori – spiega Vannini – è guardare alla qualità del servizio reso ad una comunità. Per questo l’attenzione della CGIL si è concentrata molto su una nuova stagione di relazioni sindacali che servirà a livello locale, specie in realtà come Taranto, di incidere non solo sulla qualità del lavoro degli operatori, ma anche sulla qualità del servizio reso ad un comunità in grande sofferenza.

Quella dote normativa destinata a Taranto – aggiunge Mino Bellanova, responsabile sanità della FP CGIL di Taranto – si deve, dunque, tradurre in servizi alla cittadinanza, cosa finora resa difficile da un management che non ha saputo gestire le mille emergenze del territorio. Basti pensare – continua Bellanova – che il 60% dei posti letto nella nostra città è in mano alla sanità privata che non va demonizzata, ma che comunque non garantisce ai cittadini pugliesi e tarantini in particolare il servizio di emergenza-urgenza. Così ci troviamo di fronte a pronto soccorso strapieni che sono solo la conferma delle scelte sbagliate compiute dalla Regione in questo senso.

La CGIL dunque torna dai lavoratori dopo aver firmato la pre-intesa di contratto e lo fa fornendo gli strumenti per comprendere meglio il potenziale che tornerà in mano alle RSU.

Partiamo da incrementi salariali nella norma per il settore pubblico – sottolinea Vannini – ma anche da scelte precise per un settore che si occupa della cura delle persone. Per esempio non abbiamo accettato la proposta di derogare alle 11 ore di riposo previsti per tutti gli operatori della sanità. Si incentivino gli organici piuttosto, come ci auguriamo possa accadere a Taranto, e si proceda a nuove assunzioni.

Vi è ancora troppa emigrazione sanitaria nell’area di competenza dell’ASL di Taranto – ha precisato Bellanova – tematica seria che va combattuta fornendo numeri e uomini e non solo relegando alcune eccellenze al comparto privato.

Il tema della competitività delle offerte passa anche dal contratto per la sanità.

Il valore del lavoro deve essere valore inequivocabile per tutti, siano operatori della sanità pubblica che di quella privata che spesso ha applicato contratti di comodo – spiega Mino Bellanova.

Ma stiamo lavorando anche su quello – precisa infine il segretario nazionale Vannini – affinché la fase di confronto già avviata relativa al rinnovo del contratto nella sanità privata si possa poggiare sulla pietra di paragone della sanità pubblica. Senza sconti e declassamenti per nessuno.

(comunicato stampa)

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