Influenza, italiani Ko: Puglia e Basilicata tra le regioni più colpite

Matera. Sembra proprio che l’influenza in questi giorni di festa abbia rialzato la testa in tutta Italia dove si stima che ben un milione di italiani siano a letto con mal di gola, febbre alta, naso intasato e tosse . Presi d’assalto pronto soccorso, guardie mediche e farmacie. In particolare, stando all’ultimo bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss) tra le regioni che hanno contato più influenzati ci sono anche la Puglia e la Basilicata . Nell’ultima settimana considerata dall’Iss, quella dall’11 al 17 dicembre, si è arrivati a un’incidenza di 4,47 casi per mille assistiti per un totale di circa 270.000 casi. La fascia di età più colpita è quella dei bambini sotto i cinque anni, con circa 12,68 casi per mille assistiti, seguita da quella tra i 5 e 14 anni . Più bassi i valori nelle fasce più adulte. Il virus in circolazione è una variante simile a quella del 2016. Stando alle stime dei virologi costringerà a letto tra 4 e 5 milioni di italiani, più altri 8-10 milioni che si ammaleranno a causa di altri virus respiratori o parainfluenzali. Il picco è previsto proprio tra Natale e Capodanno. Occhio allora alla prevenzione per ridurre il rischio d’insorgenza soprattutto nei bambini: lavarsi le mani, coprirsi la bocca con un fazzoletto o con il braccio quando si starnutisce o tossisce, e in particolare restare a casa quando si presentano i sintomi dell’influenza. Occorre, inoltre, far areare più volte al giorno gli ambienti domestici; dormire un numero di ore sufficiente per notte (8-10), mantenendo ritmi di vita regolari; evitare gli sbalzi di temperature e di sostare a lungo in ambienti freddi; indossare indumenti adeguati alle effettive condizioni ambientali e al tipo di attività svolta, quindi caldi e protettivi se si esce di casa e non troppo pesanti a scuola, dove il rischio di sudare giocando è alto. I piccoli colpiti da influenza devono riposare il più possibile, adottare un’alimentazione nutriente e bilanciata, ricca d vitamine e sali minerali; senza essere forzati se non hanno voglia di alimentarsi. E’ opportuno somministrare paracetamolo quando la febbre supera i 38°C, chiamando il pediatra quando la febbre alta dura da più di 5 giorni o se il bambino risulta molto spossato.

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