Altamura. La bimba morta per l’infezione, causata da latte non pastorizzato

Responso accertamenti Asl: forse contenuto in vaschette di gelato

Tre casi ravvicinati nel tempo, e tutti provenienti da Altamura, hanno allarmato le autorità sanitarie pugliesi che hanno avviato specifici accertamenti su alcuni prodotti alimentari prelevati a campione da bar, supermercati e caseifici della città murgiana.

Un prodotto da latte crudo, forse un gelato in vaschetta, potrebbe aver ucciso la piccola di 16 mesi ricoverata come altri due bambini di 14 e 18 mesi nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

La Regione al termine del tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare convocato d’urgenza lunedì pomeriggio dal presidente Michele Emiliano e presieduto dal direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale Giancarlo Ruscitti, rassicura: “allo stato attuale non c’è nessuna emergenza Seu in Puglia”.

Con loro anche i rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, dell’osservatorio epidemiologico e dei Carabinieri del Nas.

Con ogni probabilità l’infezione denominata Seu (sindrome emolitico-uremica) deriva dall’uso non corretto di latte crudo che non può essere assolutamente utilizzato per l’alimentazione umana se non previo trattamento termico.

Le verifiche sui prodotti caseari sono iniziate nei giorni scorsi, dopo i primi due casi accertati anche se l’esito delle analisi di laboratorio non è ancora definitivo.

Le raccomandazioni per la popolazione sono le stesse già contenute in questa intervista realizzata dalla collega Nicole Cascione a due dirigenti medico di Nefrologia pediatrica dell’ospedaletto di Bari dove sono ricoverati i piccoli.

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