Conferenza Stato-Regioni discute riordino “giochi”. Dalla Basilicata proposte contro le patologie

Flavia Franconi: in Basilicata pur agli ultimi posti della classifica nazionale, nel 2015 sono stati raccolti complessivamente dal gioco d’azzardo circa 486 milioni di euro

Gori (Anci): in tre anni le macchinette da 96mila diventeranno anche meno di 48mila, serve ancora regolamentare però la pubblicità

Decaro: intesa vicina. M5S: nella bozza del Governo ci sono ancora i “mini casinò di quartiere” e  anche le distanze rischiano di ridursi ad una farsa

Stando a quanto afferma il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta al termine della conferenza Unificata di oggi, nell’ambito della quale è stato raggiunto un accordo di massima sul riordino dei giochi, anche il Governo punta a ridurne l’impatto sociale, controllandone la diffusione territoriale.

Una delle novità nel testo modificato della nuova normativa, uscito fuori dal confronto romano, riguarda  le distanze per l’installazione delle macchinette (che sarà di 150 metri) dai luoghi sensibili quali le scuole, le Chiese e i Sert.

Con gli enti locali ha poi dichiarato il sottosegretario al MEF, Baretta “è stato trovato un accordo anche sull’interruzione degli apparati, che sarà pari nel complesso a sei ore al giorno, scaglionate in tre parti”.

Altra novità riguarda le tipologie delle macchinette: dalle attuali due, vale a dire quelle operanti all’interno delle tabaccherie e quelle certificate, nel giro dei prossimi tre anni tutti gli apparati dovranno avere un apposito bollino di certificazione.

A confermare che enti locali e Governo sarebbero vicini all’intesa è il presidente Anci Antonio Decaro, che parlando al termine della Conferenza Unificata fornisce ulteriori dettagli sulle nuove norme allo studio: “Da qui ai prossimi anni verranno utilizzati apparecchi a tipologia unica, che potranno essere attivati solo attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria”.

Alcune delle proposte accolte nel nuovo testo modificato, sono state portate a Roma dalla Basilicata ad opera dall’assessore lucana alle politiche sociali (e vicepresidente di Giunta) Flavia Franconi, preoccupata per le ripercussioni “gravi” che la ludopatia sta avendo sia sulla salute dei giocatori compulsivi che sui sistemi sanitari regionali.

Nel corso dell’incontro la Franconi ha infatti espresso la necessità di inserire alcune specifiche proposte nell’accordo da sottoscrivere fra lo Stato, le Regioni e i Comuni sia per la cura che la prevenzione del Gioco d’Azzardo Patologico (Gap).

“E’ indispensabile che il 2% del gettito erariale annuo” dice l’assessore regionale “sia destinato per l’1,5% alla sanità e per lo 0,5% a ricerche specifiche al fine di trovare nuovi ed efficaci approcci terapeutici. Le Regioni provvederebbero al riparto di questo fondo secondo i criteri di accesso al fondo sanitario regionale”.

Per Franconi, inoltre, “nei requisiti previsti per la certificazione del punto gioco di categoria A, va inserito l’obbligo di valutazione circa la verifica di problemi connessi alla viabilità, all’inquinamento acustico e luminoso, al disturbo della quiete pubblica, nonché le distanze dai punti sensibili, in particolar modo i Sert, luoghi di cura per le dipendenze patologiche tipo il gioco d’azzardo patologico”. Flavia Franconi ha infine chiesto un preciso impegno del Governo a disciplinare il gioco d’azzardo online.

Meno entusiasti i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero che hanno letto la bozza del testo consegnata dal Governo a Regioni e Anci: “sono ancora presenti le sale di tipo A (mini casinò di quartiere) che già abbiamo già denunciato mesi fa, inoltre anche le distanze rischiano di ridursi ad una farsa. Si afferma che i sindaci potranno stabilire che sale slot e rivendite di gioco non siano a meno di 150 metri (il regolamento che l’amministrazione M5S di Roma ha predisposto prevede distanze minime di 500 metri) da scuole, servizi per le tossicodipendenze e luoghi di culto. Ma le distanze minime da ospedali? Dai centri di aggregazione? Dai centri anziani? Sono proprio questi centri aggregazione, centri anziani, ospedali – basta guardare una qualsiasi geolocalizzazione di slot-vlt e sale giochi – i luoghi più appetiti dai signori dell’azzardo”.

“Se Governatori e Anci firmassero tutto questo senza pretendere di più, cioè piena autonomia e più garanzie e vincoli, il potere già oggi fragile dei sindaci si ridurrebbe a una beffa. Senza contare che aggiungendo un metro o anche meno sarebbe possibile aprire un mini casinò di quartiere (sale tipo A) a 151 metri anche da quei luoghi che Baretta dice di voler tutelare. Questo è un inganno bello e buono” .

“Distanze e definizione dei luoghi sensibili sono prerogative dei sindaci da non svendere e su questo ci attendiamo che Regioni e Enti Locali facciano muro. Si può e si deve ottenere di più tutelando la piena autonomia degli enti locali”, concludono i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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