Al Policlinico di Bari tecnica rivoluzionaria per la cura del “pervio” cardiaco

La cura ideata dal professor Anthony Nobles permette di evitare l’utilizzo di elementi metallici nel cuore. Una terapia utilizzata in Italia solo a Roma e Milano

In termini tecnici si chiama pervio, PFO in inglese, ed è un foro di forma ovale che nel feto permette la circolazione del sangue tra i due atri del cuore. Un’apertura che nella maggior parte delle persone si chiude nei primi mesi di vita, ma che in circa il 27% dei casi può restare leggermente aperto rischiando di portare anche a casi di ictus. Una disfunzione cardiaca che viene spesso curata con quello che viene chiamato “ombrellino”, in pratica un tappo metallico in grado di fermare la circolazione tra i due atri. Una terapia che il professor Anthony Nobles sta cercando di superare grazie a una tecnica che permette la sutura del foro senza inserire elementi esterni, applicata nei giorni scorsi a tre pazienti del Policlinico di Bari.

(questa terapia è unica perché siamo in grado di entrare nel cuore del paziente e chiudere il pervio utilizzando solo la sutura ed evitando l’utilizzo dell’ombrellino metallico. questo ci permette di arrivare molto vicino al foro e di non mettere niente di estraneo nel cuore. questo permette ai pazienti un recupero molto veloce, praticamente immediato. Una volta conclusa l’operazione il paziente può alzarsi e tornare a casa, senza dover prendere alcun farmaco post operatorio e tornare alla sua vita normale)

Una tecnica che in Italia viene utilizzata, oltre a Bari solo nelle strutture del Policlinico Gemelli di Roma e del San Raffaele di Milano, e in merito alla quale il professor Nobles ha formato l’equipe del professor Alessandro Santo Bortone – Coordinatore delle Emodinamiche Interventistiche del Dipartimento Emergenza e Trapianti di Organi del Policlinico di Bari.

Share Button