Riforma sanitaria. Regione Basilicata costretta a serrare i tempi

La scadenza del 31 dicembre, imposta del governo, costringe le Regioni, inclusa la Basilicata, a serrare in tempi per la tanto attesa riforma sanitaria.

Nelle scorse ore a Potenza, un curioso rimbalzo sul tema è avvenuto quasi in contemporanea tra la seduta straordinaria della IV commissione regionale, dove consiglieri bipartizan hanno avanzato la loro posizione, ed il convegno promosso dalla CISL lucana, dove hanno partecipato i direttori generali sanitari, l’assessore lucano in materia Franconi ed il sottosegretario alla salute De Filippo.

Importante, proprio l’intervento dell’esponente governativo ad esporre numeri e indicazioni della manovra varata dal premier Renzi, con stanziamento di 113 miliardi per la sanità nazionale. Sulla sponda regionale, invece, non sono stati ancora rotti gli indugi ed è concreto il timore che l’interlocuzione tra gli attori coinvolti sia ancora lontana dall’essere proficua.

Risultano ancora troppe le questioni sul tavolo e sulle quali l’ente di Viale Verrastro non potrà evitare di esprimersi. Ad esempio, l’ipotesi di trasferimento dei fondi dalla continuità assistenziale all’emergenza, risorse per le strutture private accreditate, accorpamento e accentramento dei presidi sui due capoluoghi, non da ultimo, la proroga in contrasto alla normativa europea di riferimento sull’orario di lavoro del personale sanitario fissato a 48 ore settimanali.

Insomma, un “vulnus” – come ricordato dai sindacati – che non deve avere approcci ragionieristici per poi ricadere sui servizi alle comunità.

Proprio dai territori, attraverso la richiesta di audizione in commissione delle associazioni, come CittadinanzaAttiva Basilicata, è arrivata la polemica più accesa per la mancanza di consultazioni aperte.

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