Mario il robot presto nella “Casa sollievo della Sofferenza” con gli anziani contro la demenza senile

Non fornirà assistenza fisica ma aiuterà gli anziani a non sentirsi soli: potrà telefonare, leggere le notizie, fungere da portiere, ricordare gli orari dei pasti o delle pillole.

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) – L’Istituto ospedaliero ‘Casa Sollievo della sofferenza’ di San Giovanni Rotondo sperimenterà a breve l’utilizzo di ‘Mario’, il robot assistente che dovrà prendersi cura degli anziani con demenza senile.

Imballato in un box di legno appositamente studiato, il robot è stato consegnato all’Unità Sistemi informativi, innovazione e ricerca della struttura ospedaliera. Lo rende noto lo stesso istituto.

Robot Mario‘Mario’, acronimo di ‘Managing active and healthy aging with use of caring service robots’, ovvero ‘Sistema di gestione dell’invecchiamento attivo e in salute mediante l’uso di robot assistivo’, è un progetto di ricerca finanziato con quattro milioni di euro dal programma ‘Horizon 2020’ dell’Unione europea.

Partito nel febbraio del 2015, coinvolge 10 enti europei tra cui l’ospedale di San Giovanni Rotondo. Il robot, quando sarà completata la fase di sviluppo, assisterà gli anziani dal punto di vista mnemonico e sociale.

Non fornirà assistenza fisica ma aiuterà gli anziani a non sentirsi soli: potrà telefonare, leggere le notizie, fungere da portiere, ricordare gli orari dei pasti o delle pillole.

In una prima fase potrà interagire grazie ad un tablet posto sulla parte anteriore; successivamente si attiverà con la voce e risponderà persino ai comandi vocali.

Il compito dell’Irccs ‘Casa Sollievo’ sarà di testare il funzionamento di tre robot nell’Unità di geriatria dell’ospedale e di fornire ai partner tecnologici le indicazioni necessarie per implementare l’automa e renderlo in grado di comprendere lo stato di salute degli ammalati.

Osservando l’anziano, il robot dovrà monitorare una serie di valori, tra cui parametri vitali, disabilità funzionale, numero di farmaci, stato cognitivo, stato nutrizionale e rischio piaghe da decubito.

Terminata la fase della formazione, fanno sapere da ‘Casa Sollievo’, per ora riservata ai tecnici, e lo sviluppo del software, da completare per alcuni aspetti, il passo successivo riguarderà la formazione di medici, infermieri e psicologi che dovranno utilizzare il robot. (ANSA).

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