Val d’Agri. Istituto superiore di Sanità: attenzione per patologie non tumorali e catena alimentare

”E’ degna di attenzione la situazione riguardante altre patologie non tumorali, ad eziologia multifattoriale, per le quali risultano, eccessi di mortalità e ospedalizzazioni rispetto all’intera Regione Basilicata”.

Stabilimenti petroliferi in val d'Agri

Stabilimenti petroliferi in val d’Agri

Queste le conclusioni generali di uno studio dell’Istituto superiore di sanità sulla situazione ambientale e sanitaria dell’area della Val d’Agri, e consegnato alla Regione a febbraio del 2016.

Secondo le conclusioni dell’Iss – diffuse oggi nel corso di una conferenza alla Camera della commissione Ecomafie – ”il profilo di salute dei residenti nelle aree interessate alla concessione estrattiva non sembra essere critico. L’analisi congiunta dei risultati dell’ospedalizzazione e della mortalità evidenzia una situazione che non si discosta da quella regionale per ciò che riguarda le patologie tumorali”.

Inoltre ”anche l’analisi sui soli due comuni di Viggiano e Grumento Nova conferma quella riferita a tutta l’area interessata dalla concessione”.

Nello studio si fa presente di ”considerare le stime con grande cautela” per via della popolazione ristretta; allo stesso tempo si fa presente come sia ”necessario un approfondimento” sia su alimenti e acque sotterranee e superficiali sia sull’aspetto ”sanitario valutando l’eventuale” possibilità di ”indagini epidemiologiche”.

Un approfondimento sarebbe necessario, si afferma nello studio, ”per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area”.

Lo studio dell’Iss – si spiega – ”anche se preliminare, non sembra evidenziare particolari criticità di carattere ambientale, in particolare per le concentrazioni del PM 2,5 (particolato fine, ndr) rilevate presso i centri abitati e per le concentrazioni dei metalli contenuti nel particolato sospeso. Le deposizioni atmosferiche sebbene non individuino criticità, evidenziano alcune variabilità stagionali con particolare riferimento ai contaminanti organici, che andrebbero approfondite per comprenderne l’origine”.

In particolare, continua, ”un approfondimento sarebbe necessario per comprendere le ragioni della variabilità stagionale del profilo dei contaminanti organici”; questo ”per indagare le concentrazioni di fondo in aree verosimilmente imperturbate”. Ed infine ”per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area”. (ANSA).

Share Button